La Siria accorda alla Russia una riduzione della presenza militare in cambio di gestione congiunta delle basi

10.08.2026 08:55
La Siria accorda alla Russia una riduzione della presenza militare in cambio di gestione congiunta delle basi

Accordo tra Siria e Russia sulla presenza militare a Tartous e Hmeimim

Il ministero degli Esteri della Siria ha annunciato un accordo con il governo della Russia per la «riorganizzazione della presenza russa» nel paese. Questo memorandum d’intesa riguarda in particolare le basi militari di Tartous e Hmeimim, che torneranno sotto il controllo della Siria, riporta Attuale.

Le basi, già cedute durante l’era sovietica, rappresentano un avamposto cruciale per la Russia nel Mediterraneo orientale, fungendo da stazione di rifornimento per le operazioni marittime e aeree dirette verso l’Africa. La loro importanza è aumentata dal 2015, quando la Russia è intervenuta nel conflitto siriano a sostegno del regime di Bashar al Assad.

La guerra civile, in corso dal 2011, ha visto Assad schiacciare l’opposizione grazie al supporto russo, con le basi di Tartous e Hmeimim che sono diventate simboli del dominio russo in Siria. Nello scorso dicembre, un’offensiva del gruppo islamista Hayat Tahrir al Sham ha portato al crollo del regime di Assad, una situazione in cui la Russia, impegnata nella guerra in Ucraina, non ha intervenuto per sostenere l’alleato.

Il nuovo presidente Ahmad al Sharaa ha scelto di non opporsi immediatamente alla Russia e ha avviato negoziati per la gestione delle basi, mantenendo temporaneamente sospesi i trattati di cessione. Questo ha permesso ai russi di continuare a utilizzare le installazioni, anche se in modo più ridotto.

Dopo 18 mesi di negoziati, il memorandum prevede che le parti civili delle basi tornino sotto il controllo siriano, mentre le strutture militari saranno convertite in «centri di addestramento e formazione congiunta». Il significato pratico di questo accordo rimane incerto, ma segna comunque una significativa diminuzione della presenza militare russa in Siria.

Quest’evoluzione è probabilmente influenzata dall’approssimarsi del governo di al Sharaa all’amministrazione statunitense, che ha recentemente annunciato l’intenzione di rimuovere la Siria dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo. Questo rappresenterebbe un risultato significativo per il governo siriano, con potenziali benefici economici derivate dalla revoca delle sanzioni e dalla riapertura ai commerci con l’Occidente.

1 Comment

  1. Mah, che situazione strana… Non mi sorprende che la Russia stia cercando di mantenere il controllo. Ma chi crede che Assad possa riprendersi davvero? Sarà solo un gioco di potere in mezzo a un caos che dura da anni. E noi qui a preoccuparci di cose che sembrano piccole in confronto.

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