La presunta unione fittizia dimezza il costo del visto d’oro greco

12.08.2026 10:45
La presunta unione fittizia dimezza il costo del visto d’oro greco
La presunta unione fittizia dimezza il costo del visto d’oro greco

Secondo una ricostruzione pubblicata da Baza, alcuni milionari russi avrebbero individuato una modalità per ridurre il costo dell’ottenimento del permesso di soggiorno collegato alla «golden visa» greca. Il meccanismo descritto coinvolgerebbe due persone: una acquista un immobile in Grecia, mentre l’altra entra con lei in una presunta unione omosessuale fittizia.

Il primo passaggio: l’acquisto dell’immobile

La sequenza parte dall’investimento immobiliare richiesto dal programma greco. Nel caso ricostruito da Baza, a sostenere l’operazione sarebbe uno solo dei due interessati, con una spesa di 250 mila euro. È l’importo indicato nella ricostruzione come soglia per l’acquisto necessario a ottenere la residenza attraverso il visto d’oro.

Il primo acquirente diventerebbe così il titolare dell’investimento su cui si basa la richiesta del permesso di soggiorno. La proprietà, nella logica descritta dalla fonte, non verrebbe acquistata da entrambi e non sarebbe divisa in due operazioni separate: l’esborso iniziale resterebbe concentrato su una sola persona.

Il secondo passaggio: l’unione dichiarata come familiare

La fase successiva riguarderebbe il rapporto tra l’acquirente e il secondo milionario. Baza sostiene che quest’ultimo entrerebbe in un’unione omosessuale fittizia con il proprietario dell’immobile, così da essere considerato parte dello stesso nucleo familiare nella procedura per il permesso di soggiorno.

Il punto centrale del presunto schema è proprio questo collegamento. L’investimento immobiliare resterebbe formalmente attribuito a una persona, ma l’unione dichiarata consentirebbe, secondo la ricostruzione, di estendere il beneficio della residenza anche all’altro partecipante.

In questo modo, la pratica non si fonderebbe su due acquisti distinti da 250 mila euro ciascuno. Il secondo interessato non dovrebbe sostenere una nuova spesa immobiliare dello stesso importo, ma parteciperebbe all’operazione attraverso il legame familiare dichiarato con il primo acquirente.

Il calcolo economico e l’obiettivo della residenza

La convenienza viene riassunta da Baza in un calcolo semplice: invece di pagare 250 mila euro a testa, i due dividerebbero la spesa, arrivando a 125 mila euro ciascuno. L’investimento complessivo resterebbe quindi di 250 mila euro, ma il costo individuale verrebbe ridotto alla metà.

La ricostruzione presenta questa divisione come la ragione economica dell’operazione. Il vincolo formalmente utilizzato per ottenere il permesso di soggiorno diventerebbe uno strumento per trasformare una spesa individuale in un esborso condiviso tra due persone.

Il vantaggio non riguarderebbe soltanto il prezzo dell’immobile. Il risultato ricercato sarebbe l’accesso alla residenza europea attraverso la procedura greca, con la possibilità di disporre anche di un conto in Europa e di vivere lontano dalle sanzioni. Sono questi gli obiettivi associati alla scelta dei due milionari russi nella ricostruzione fornita da Baza.

La prospettiva descritta riguarda dunque una combinazione di tre elementi: un investimento immobiliare in Grecia, un’unione omosessuale presentata come fittizia e la richiesta del permesso di soggiorno per entrambi. Il primo elemento fornirebbe la base economica della procedura; il secondo servirebbe, secondo la fonte, a includere il partner; il terzo rappresenterebbe il risultato amministrativo cercato.

La posizione attuale nella ricostruzione di Baza

Il caso resta presentato da Baza come una presunta modalità utilizzata da milionari russi per risparmiare sull’ottenimento della «golden visa» greca. La fonte non descrive un nuovo investimento da 250 mila euro per ciascun partecipante, ma un’unica operazione immobiliare associata a un’unione dichiarata fittizia.

La sequenza, così come viene riportata, si ferma a questo modello: un acquirente, un secondo partecipante inserito attraverso il rapporto formalmente riconosciuto e due richieste di residenza sostenute dalla stessa spesa. Il quadro attuale è quindi quello di una presunta scorciatoia economica verso il permesso di soggiorno greco, costruita dividendo tra due persone il costo dell’investimento.

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