Trascorsi 60 giorni senza accordo tra Stati Uniti e Iran, tensioni in aumento nella regione

17.08.2026 16:25
Trascorsi 60 giorni senza accordo tra Stati Uniti e Iran, tensioni in aumento nella regione

Stati Uniti e Iran: la guerra in Medio Oriente continua senza un accordo definitivo

A metà giugno, Stati Uniti e Iran avevano concordato di continuare i negoziati per un’intesa definitiva per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Tuttavia, a distanza di mesi, nessun progresso significativo è stato registrato, e gli attacchi reciproci sono ripresi. La situazione è complicata anche dalla chiusura e riapertura dello stretto di Hormuz, controllato dall’Iran, che sta collaborando con l’Oman per una gestione condivisa futura, riporta Attuale.

Il numero di navi transitanti nella zona è drasticamente diminuito, da circa 130 a sole 10-20 al giorno. Quotidianamente, le poche imbarcazioni che osano passare devono farlo attraverso rotte controllate dall’Iran. Non sono stati raggiunti accordi significativi sul programma nucleare iraniano, e le capacità missilistiche del paese rimangono in parte intatte, contrariamente alle dichiarazioni dell’amministrazione statunitense.

Il memorandum di intesa di giugno, un pre-accordo vantaggioso per l’Iran e problematico per l’ex presidente Trump, prevedeva la rimozione delle sanzioni internazionali e il ripristino dei fondi iraniani congelati, a fronte di un’immediata riapertura dello stretto di Hormuz. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata, portando a nuove ostilità e alla chiusura dello stretto.

Molti analisti avevano previsto che 60 giorni non sarebbero stati sufficienti per implementare il memorandum, complice l’assenza di elezioni libere in Iran, a differenza degli Stati Uniti che si preparano alle elezioni di metà mandato nel novembre 2026. L’ideologia della resistenza contro gli Stati Uniti è per l’Iran una questione di sopravvivenza, secondo quanto riportato da esperti.

Negli ultimi mesi, Trump ha intensificato le pressioni sull’Iran attraverso minacce e nuovi bombardamenti, accompagnati da un blocco navale che continua a colpire l’economia iraniana. Tuttavia, il regime ha dimostrato resilienza, attuando misure di razionamento e mantenendo il controllo malgrado le difficoltà economiche.

Recentemente, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato che saranno imposte sanzioni senza precedenti contro l’Iran. Trump ha poi dichiarato che, dopo la “sconfitta definitiva” dell’Iran, intende proclamare lo stretto di Hormuz come territorio statunitense, un’affermazione che rimane poco chiara e coerente con il suo storico di minacce esagerate.

In risposta al blocco navale, l’Iran sta continuando a consolidare la sua posizione, dando sempre più potere ai Guardiani della Rivoluzione, nota forza militare del paese, che si oppone ad ogni compromesso e adotta una retorica aggressiva. Recenti nomine all’interno del regime evidenziano un approccio più intransigente verso gli Stati Uniti.

Con il regime iraniano intento a prepararsi per una nuova fase di conflitto, le tensioni continuano a crescere, mentre gli Stati Uniti cercano di trovare un equilibrio senza riavviare un conflitto di grande portata. Analisti avvertono che la situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente, rendendo incerta la possibilità di un accordo futuri.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere