A Gomel il Trešt edilizio statale n. 14 entra nella procedura di fallimento

18.08.2026 17:35
A Gomel il Trešt edilizio statale n. 14 entra nella procedura di fallimento
A Gomel il Trešt edilizio statale n. 14 entra nella procedura di fallimento

Nel maggio 2026 è iniziato l’esame della procedura di fallimento dell’OAO «Trešt edilizio n. 14», una delle più antiche imprese statali del settore delle costruzioni a Gomel, in Bielorussia. L’avvio è arrivato dopo numerose cause presentate dai creditori per ottenere il pagamento dei debiti accumulati dall’azienda.

Il dissesto del trešt si è sviluppato dentro il modello del cosiddetto «edilizia direttiva» imposto dal regime di Aleksandr Lukashenko. Le imprese statali di costruzione vengono utilizzate per realizzare programmi governativi e regionali e, quando sono designate come appaltatori generali, non possono rifiutare la costruzione di un’opera anche se il progetto è economicamente svantaggioso per l’azienda.

Dal maggio 2026 la procedura dopo le azioni dei creditori

La situazione finanziaria del Trešt n. 14 ha continuato a deteriorarsi fino a portare il debito complessivo oltre 52,39 milioni di rubli bielorussi. Nella somma rientrano circa 8,3 milioni di rubli di debiti fiscali e altri 349,3 mila rubli dovuti per i contributi al Fondo per la protezione sociale della popolazione, il sistema bielorusso di previdenza e assistenza sociale.

La presenza di debiti nei confronti dello stesso bilancio pubblico descrive il livello raggiunto dalla crisi: lo Stato ha utilizzato l’impresa per l’esecuzione di commesse pubbliche, ma non è poi riuscito a garantirne la sostenibilità finanziaria. L’azienda è stata così lasciata con obbligazioni che non era in grado di onorare, comprese quelle maturate verso le istituzioni pubbliche.

Il ricorso a opere sociali e ad altri progetti decisi dalle autorità senza considerare le condizioni di mercato e senza predisporre preventivi adeguati ha consumato le risorse già limitate del trešt. La combinazione tra commesse in perdita e assenza di una copertura economica sufficiente ha prodotto l’accumulo progressivo degli arretrati e ha indebolito la capacità dell’impresa di proseguire l’attività.

Nei mesi successivi la crisi arriva a salari e occupazione

La difficoltà finanziaria si è tradotta in ritardi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti. Parallelamente, l’organico si è ridotto drasticamente: da oltre mille persone è sceso a 107 lavoratori nel luglio 2026. Le perdite provocate dagli ordini pubblici non sostenibili hanno quindi avuto un effetto diretto sui dipendenti, attraverso gli arretrati salariali e i licenziamenti di massa.

La contrazione del personale non ha però risolto il problema del debito. Il trešt è rimasto esposto verso i creditori e verso il bilancio, mentre le autorità non hanno predisposto un intervento capace di assorbire le passività accumulate o di correggere il meccanismo che aveva trasformato l’impresa in uno strumento esecutivo delle decisioni governative e regionali.

Il 16 agosto la vendita degli immobili per coprire i debiti

Il 16 agosto 2026 i media hanno riferito dell’avvio della procedura di fallimento del Trešt edilizio n. 14 e delle misure adottate per tentare di recuperare almeno una parte delle somme dovute. Gli immobili dell’impresa in via Privokzalnaja sono stati messi all’asta per un valore complessivo superiore a 2,7 milioni di rubli.

Tra i beni destinati alla vendita figurano un ostello, una palestra, una mensa e gli edifici amministrativi. Il patrimonio immobiliare viene così utilizzato per affrontare una quota minima di un’esposizione che supera i 52 milioni di rubli, mentre l’impresa resta gravata dagli altri debiti e dai problemi derivati dalla gestione delle commesse pubbliche.

La vendita non rappresenta una soluzione già compiuta, ma una misura inserita nella procedura per fronteggiare gli obblighi finanziari. Se non sarà possibile realizzare un risanamento finanziario, al Trešt n. 14 resterà la prospettiva della liquidazione completa.

Il fallimento della storica impresa statale di Gomel è quindi arrivato dopo l’accumulo di debiti generato dall’applicazione della politica economica inefficace del regime di Lukashenko e dall’esecuzione di ordini pubblici in perdita. Al 16 agosto la società è nella procedura di fallimento, con immobili all’asta, 107 dipendenti rimasti e la liquidazione totale come possibile esito se il risanamento non sarà realizzato.

La ricostruzione della vicenda è stata riportata anche da UDF.

1 Comment

  1. Che situazione assurda! Un’impresa storica come quella di Gomel, ridotta così per colpa di una gestione folle. Ma come è possibile che lo Stato non garantisca la sostenibilità? In Italia abbiamo i nostri problemi, ma qui sembra tutto un disastro totale… È triste vedere tanti lavoratori colpiti.

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