Bruxelles e Roma in azione per la flessibilità di bilancio energetico
Bruxelles e Roma hanno avviato le procedure fondamentali per attivare la flessibilità di bilancio sull’energia, cruciale per il governo italiano impegnato nel reperire risorse per la legge di Bilancio del 2027. Il valore della flessibilità energetica è di 14,4 miliardi di euro in due anni, che l’Italia spenderà escludendo queste uscite dal calcolo del deficit, mantenendosi entro il 3% del PIL, come stabilito dall’Unione Europea che richiede interventi strutturali e finalizzati allo sviluppo delle energie rinnovabili, esclude invece incentivi generalizzati e agevolazioni sui combustibili fossili, riporta Attuale.
Il 17 agosto la Commissione europea ha formalizzato le modalità con cui gli Stati membri potranno utilizzare la deroga al Patto di stabilità per gli interventi in campo energetico. L’Italia ha quindi inviato una lettera formale alla Commissione richiedendo l’intero margine di deroga per il periodo 2026-28, consentendo di destinare la metà dei 14 miliardi per il 2026, mentre il resto sarà utilizzato per misure nel 2027 o 2028.
La Commissione definirà ufficialmente gli interventi accettati, che includeranno il potenziamento delle infrastrutture e la modernizzazione della rete elettrica e dei trasporti pubblici; l’accelerazione della produzione di energia solare, eolica e idroelettrica; il supporto alla transizione energetica delle imprese; e l’efficientamento dei consumi domestici tramite l’adozione di tecnologie come pompe di calore, pannelli solari e batterie per l’accumulo dell’energia.
Non appena la Commissione e l’Ecofin approveranno il piano di Roma entro ottobre, il governo italiano cercherà il via libera dal Parlamento per spendere oltre quanto inizialmente previsto, passo necessario per dare definitiva forma alla legge di Bilancio.
La disponibilità di 14 miliardi di euro per l’energia senza rientrare nel Patto di stabilità europeo permette al governo italiano di creare spazio per ulteriori interventi fiscali, come l’alleggerimento dell’Irpef, l’estensione della seconda aliquota fino a 60mila euro, e la proroga della detassazione degli aumenti contrattuali.
Estendere il secondo scaglione Irpef potrebbe garantire sgravi fiscali tra 100 e 900 euro per un milione di contribuenti e un risparmio di mille euro per 2,3 milioni di contribuenti con redditi superiori a 60mila euro, a seconda delle soglie decise dal governo.
Ma che strano gioco questo! 14 miliardi per l’energia senza rientrare nel patto di stabilità? Spero che non si trasformi nell’ennesima promesse senza senso… La transizione energetica è fondamentale, ma mi chiedo se ci sarà davvero un cambio per i cittadini o se rimarrà solo sulla carta. In fondo, le tasse si sentono eccome!