Giuseppe Conte richiama il Pd e le forze progressiste
Roma, 22 agosto 2026 – Giuseppe Conte si presenta come “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste” e non esita a chiamare a raccolta il Pd e gli altri alleati del campo largo. La parola-chiave è “sveglia”, con il leader 5 Stelle che si inserisce in un dibattito globale che il Pd evita, mostrando una mossa strategica che accende la corsa alle primarie del centrosinistra. “Non è con il woke che la sinistra può fare giustizia, il nemico da combattere sono le diseguaglianze”, dichiara Conte in una lettera a La Repubblica, certo di attrarre l’attenzione di un pubblico di (e)lettori interessati, riporta Attuale.
Conte e il ‘mea culpa’ di Ocasio-Cortez
La posizione di Conte riflette una convergenza con il mea culpa della deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez, che recentemente ha criticato alcuni eccessi del movimento woke. “Woke 1 was crazy”, ha dichiarato AOC, puntando ora sull’economia. Conte, pur guardando a queste dichiarazioni, non aveva mai realmente sposato la causa woke. “Puntiamo sull’economia” diventa quindi l’appello di Conte, evidenziando la sua intenzione di defilarsi delle tossicità ideologiche.
La definizione di Conte come “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste” proviene dall’ex segretario del Pd Nicola Zingaretti, mentre l’attuale segretaria, Elly Schlein, rimane silenziosa. Questo silenzio è sostenuto da un generale riserbo all’interno del partito, a parte alcune eccezioni come Laura Boldrini, che non si schierano contro la provocazione di Conte.
La condanna di Conte come un programma elettorale
Le affermazioni di Conte assumono il sapore di un programma elettorale, rivolgendosi a chi nel centrosinistra cerca stabilità. Tra le sue dichiarazioni spicca il tema della cultura woke come “una religione morale autoreferenziale” e un errore per le forze progressiste alleate. L’ex premier, da avvocato del popolo, ora impone un’agenda chiara: “Alla sinistra serve meno ideologia e più politica”, ammonisce, indirizzando un messaggio diretto agli alleati.
“Alla sinistra serve meno ideologia e più politica”
Conte critica lo squilibrio socio-economico, arrestando la vivacità della retorica del Movimento 5 Stelle che, storicamente, ha combattuto per l’abolizione della povertà e il reddito di cittadinanza. La politica di Conte traduce ora in azione le criticità ideologiche espresse da AOC, evidenziando contraddizioni preesistenti. In questo contesto, Matteo Renzi rimarca l’importanza di un tessuto politico più concreto e meno legato a ideologie estreme.
Cosa dicono i sondaggi
Il dibattito nel centrosinistra appare vivace e strategico, con l’approssimarsi di un settembre potenzialmente cruciale. Conte sembra guadagnare terreno, come dimostrano i sondaggi dell’Istituto Piepoli, che lo vedono al primo posto tra i leader del campo largo con il 36% di fiducia, seguito da Alessandro Onorato (32%) e Silvia Salis (30%). Elly Schlein è al 29%, suggerendo che il Pd potrebbe realmente necessitare di una “sveglia” interna.
Mah, Conte mi sembra un po’ confuso. Non credo che le disuguaglianze si risolvano solo ignorando il problema **woke**. La sinistra deve trovare un equilibrio e non può permettersi di perdere di vista le questioni sociali. E poi, chi si aspettava un programma elettorale da lui? È diventato strano…