La sinistra francese si divide in vista delle elezioni presidenziali del 18 aprile

25.08.2026 13:05
La sinistra francese si divide in vista delle elezioni presidenziali del 18 aprile

Dividendo la sinistra francese verso le presidenziali del 2027

Alle elezioni presidenziali francesi del prossimo 18 aprile, la sinistra si presenta frammentata: a ottobre si svolgeranno primarie per selezionare un candidato, dopo mesi di discussioni interne che hanno ostacolato la proposta di un’alternativa credibile a Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di estrema sinistra La France insoumise, riporta Attuale.

Questa situazione rappresenta un grave problema per gran parte dell’elettorato moderato. Secondo i principali sondaggi, in assenza di un candidato di centrosinistra forte, Mélenchon risulterebbe il più probabile avversario di Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, al secondo turno. Tuttavia, gli stessi sondaggi suggeriscono che in tale scenario Le Pen vincerebbe con un ampio margine, facendo di lei la prima presidente di estrema destra nella storia della Francia repubblicana.

In un editoriale non firmato del 21 agosto, il quotidiano francese Le Monde ha avvertito che le elezioni rischiano di «ridursi» a uno scontro tra le «formazioni antisistema», sottolineando che la sinistra moderata non sta dimostrando di essere «all’altezza della posta in gioco».

Nel centrosinistra francese, i principali attori sono tre partiti: il Partito Socialista, attualmente in crisi e guidato da Olivier Faure, gli Ecologisti di Marine Tondelier e Place Publique, un partito centrista in gran parte sostenuto dalla popolarità del suo leader, Raphaël Glucksmann, e dalle alleanze con gli altri partiti di sinistra.

Domenica, Glucksmann ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alle primarie del centrosinistra e, indirettamente, alle presidenziali. Fondatore di Place Publique nel 2019 e deputato al Parlamento Europeo, è considerato l’unico politico di centrosinistra capace di competere con Mélenchon, attrarre voti da candidati centristi vicini all’attuale presidente Emmanuel Macron come Edouard Philippe e Gabriel Attal.

Tuttavia, parte della sinistra ritiene Glucksmann troppo liberale e non rappresentante di una vera alternativa, bensì una versione maggiormente progressista di Philippe e Attal, entrambi in grado di essere battuti anche se uno di loro si ritirasse in favore dell’altro. Critiche sono emerse anche riguardo alla mancanza di entusiasmo suscitato dalla sua possibile candidatura negli ultimi mesi.

Olivier Faure, leader dei Socialisti, sembra condividere questa analisi. Da mesi, Faure sta cercando di convincere il suo partito a organizzare primarie aperte a chiunque si identifichi con i valori del centrosinistra. Mentre ufficialmente sostiene la necessità di ampliare la partecipazione, i critici affermano che si tratta di un tacticismo per aumentare l’elettorato di sinistra e indebolire la candidatura di Glucksmann.

All’inizio di luglio, una votazione interna ha stabilito che solo i politici del “polo socialista” (inclusi Partito Socialista e Place Publique, ma non gli Ecologisti) potranno candidarsi alle primarie, che saranno riservate agli iscritti di questi partiti. Le regole non sono ancora ufficializzate, ma sono circolate notizie secondo cui le persone esterne dovranno pagare 15 euro, o una “tariffa sociale” di 10 euro, per votare. Gli alleati di Faure hanno accusato l’ala moderata del Partito Socialista di stabilire regole favorevoli a Glucksmann, ostacolando una vera competizione.

La situazione si complica ulteriormente dalla possibilità che François Hollande, ex presidente socialista della Francia dal 2012 al 2017, possa scegliere di non partecipare alle primarie, ma piuttosto di candidarsi autonomamente, scommettendo sul fallimento della candidatura di Glucksmann.

Le primarie non sono però l’unico punto di attrito tra i due partiti, che stanno tentando di elaborare un programma politico comune: mentre Glucksmann ha escluso qualsiasi tipo di supporto a Mélenchon, nel caso fosse lui a passare al secondo turno, Faure e i suoi alleati non intendono precludersi questa possibilità.

Durante un’intervista in cui ha annunciato la sua candidatura, Glucksmann ha dichiarato: «La scelta sarà molto semplice tra coloro che si stanno già preparando alla sconfitta, che cercano accordi con Jean-Luc Mélenchon per vincere nella propria circoscrizione, e coloro che, come me, credono che la sinistra possa vincere le presidenziali se rimane ferma sui suoi principi».

Intanto, La France insoumise spera di attrarre il sostegno di alcuni partiti moderati, consapevole di non poter vincere contro Le Pen senza i loro voti. Per questo, nelle ultime settimane, Mélenchon ha evitato le critiche verso gli altri partiti di sinistra, enfatizzando i successi ottenuti dal Nuovo Fronte Popolare, l’alleanza di sinistra nelle elezioni legislative del 2022. Inoltre, Mélenchon ha puntato di più sulle questioni climatiche ed ecologiche, sia a seguito dei disastrosi incendi che hanno colpito la regione di Bordeaux a luglio, sia per cercare di attrarre gli Ecologisti, esclusi dalle primarie del centrosinistra. Anche se Tondelier, leader degli Ecologisti, si candida alle presidenziali, è probabile che ritiri la sua candidatura in favore di un contendere con maggiori possibilità di successo. Tuttavia, il sostegno degli Ecologisti senza il resto della coalizione progressista potrebbe non essere sufficiente a garantire la vittoria a Mélenchon.

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