La tensione tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle cresce per il consenso verso Conte e Onorato

15.09.2026 22:05
La tensione tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle cresce per il consenso verso Conte e Onorato

Il leader di Italia Viva ha lanciato un avvertimento ai Cinque Stelle, sottolineando che «chi romperà l’unità regalerà altri cinque anni a Meloni». Inoltre, per le primarie, sta guadagnando terreno l’opzione Manfredi, riporta Attuale.

Il malcontento all’interno di Italia Viva non è causato solo dall’attivismo di Alessandro Onorato, ma anche dalla preoccupazione che Matteo Renzi e i suoi percepiscano movimenti dietro Progetto Civico Italia. C’è il sospetto che Giuseppe Conte stia tentando di allestire una nuova ala del centrosinistra, in grado di occupare lo spazio rivendicato da Casa Riformista, creando una forza alternativa a quella renziana e riducendo così il ruolo di Italia Viva nella futura coalizione.

Conte in piazza con Onorato

La tensione è culminata recentemente, a seguito della controversa norma anti frammentazione voluta dal centrodestra, che obbliga i gruppi senza rappresentanza parlamentare a raccogliere centinaia di migliaia di firme per partecipare alle prossime elezioni politiche. Lunedì, Conte ha partecipato a una manifestazione organizzata da Onorato di fronte al Senato contro questa disposizione, definendola «antidemocratica, illiberale e incostituzionale». Renzi, in risposta, ha derubricato la protesta, affermando: «Chi pensa di non avere la forza per raccogliere le firme può pure lamentarsi, per carità», con una sottolineatura sarcastica sull’organizzazione di due liste nel centro del campo largo.

La preoccupazione di Italia Viva è incentrata sull’espansione di Progetto Civico verso esperienze che i renziani trovano inaccettabili. Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, ha dichiarato: «Siamo dell’idea che sia necessario costruire una forza riformista allargata oltre Italia Viva, includendo tutte le forze politiche che condividono questo obiettivo». Tuttavia, ha aggiunto, se nel nuovo soggetto ci sono personaggi come Ingroia, La Vardera e Giarrusso, non si può più parlare di riformismo.

La rabbia dei renziani: «Il M5s vuole romperci le palle»

La frustrazione è evidente tra i membri di Italia Viva: «Conte, che di fatto si presta a costruire un altro soggetto politico simile, una sorta di Movimento 5 Stelle in piccolo, ha più l’ambizione di darci fastidio che di svolgere il suo lavoro», ha dichiarato un colonnello renziano. Gli alleati di Renzi ritengono che l’operazione di Onorato non mira tanto ad aggiungere voti al centrosinistra, quanto a costruire un’alternativa interna a Italia Viva, mantenendo Conte a distanza senza esporre il lato centrista della coalizione.

Onorato ha risposto attivamente, confermando a Radio 24 che per lui Renzi è «dentro» la coalizione, ma ha lamentato che «la sua storia» è «piena di divisioni e opportunità non colte». Ha sottolineato che la priorità è ciò che fanno loro, piuttosto che ciò che fa Renzi, nonostante riconosca il suo interesse per Progetto Civico Italia.

Manfredi e le mosse per le primarie

Italia Viva non ha alcuna intenzione di ritirarsi, ma mira a costruire una «gamba riformista» più ampia rispetto al partito di Renzi. «Non vogliamo fare solo Italia Viva, ma un soggetto riformista più ampio», affermano, sottolineando anche che Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, è un candidato forte per rappresentare l’alianza riformista.

Se le primarie prevederanno un ballottaggio, il sostegno di Italia Viva andrebbe a Elly Schlein anziché a Giuseppe Conte, per il quale hanno evidenziato la distanza ideologica. «Non è un soggetto riformista», hanno affermato, ma «tutto è meglio di Conte».

Lo scontro con i 5 Stelle e il monito di Renzi

Le relazioni con il Movimento 5 Stelle si sono ulteriormente deteriorate. Chiara Appendino ha definito Renzi un «fattore sottrattivo» per il campo progressista, mentre Faraone ha denunciato insulti continui dai membri del M5S. Tuttavia, ha enfatizzato che è cruciale allargare il dialogo con le forze riformiste. Nonostante le tensioni, Faraone ha assicurato: «Noi siamo nel centrosinistra e nel centrosinistra resteremo». Anche in merito alla questione dell’Ucraina, i renziani hanno manifestato la volontà di trovare una sintesi, sottolineando l’importanza di un ruolo europeo più incisivo.

Renzi, nel frattempo, ha avvertito oggi dal Senato: «Chi si incaricherà di rompere l’unità per ragioni ideologiche o personali passerà alla storia come colui che darà ancora cinque anni a Meloni, Vannacci e compagnia».

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere