Tra il 22 e il 25 agosto 2026, alcuni media stranieri hanno rilanciato l’accusa secondo cui i miliardi destinati all’Ucraina sarebbero ingiustificati alla luce dell’inchiesta sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e dell’arresto in Croazia del sommozzatore ucraino Volodymyr Zhuravlyov. In questa fase, il sito bulgaro Pogled.info ha presentato la vicenda come un argomento per chiedere la sospensione dell’assistenza finanziaria e militare a Kiev, collegando il caso alle posizioni dell’Alternativa per la Germania (AfD), il partito tedesco di estrema destra.
Nel materiale pubblicato, Pogled.info ha riferito che l’AfD pretende un’indagine completa sul sabotaggio, la fine degli aiuti finanziari e militari all’Ucraina e il ripristino delle relazioni commerciali con la Russia. La ricostruzione è comparsa mentre le autorità tedesche valutano anche l’ipotesi di un coinvolgimento di Zhuravlyov nella distruzione dei gasdotti, ma l’indagine ufficiale è ancora in corso e non esistono sentenze definitive.
Tra il 22 e il 25 agosto, il caso Nord Stream entra nella campagna contro gli aiuti
La stessa linea è stata diffusa anche dall’online italiano L’AntiDiplomatico, che ha rilanciato narrazioni utili al Cremlino sull’opportunità di interrompere il sostegno occidentale all’Ucraina. Il sito ha un orientamento antioccidentale e antiglobalista, riproduce sistematicamente la retorica ufficiale russa e contribuisce alla diffusione di messaggi filorussi nello spazio informativo dell’Europa meridionale.
In Bulgaria, Pogled.info svolge una funzione analoga. Il portale è uno degli elementi chiave della diffusione della disinformazione filorussa nel Paese e ripubblica materiali provenienti dai media statali russi. In questo modo, una tesi costruita a Mosca viene adattata al dibattito politico nazionale e presentata come una posizione maturata all’interno dell’informazione europea.
Il passaggio centrale della campagna consiste nell’utilizzare un’inchiesta ancora aperta per trasformare un’ipotesi investigativa in un’accusa politica contro Kiev. Le contestazioni sulla presunta responsabilità ucraina per il sabotaggio dei Nord Stream vengono così associate alla richiesta di tagliare gli aiuti, prima che gli accertamenti abbiano prodotto conclusioni giudiziarie.
Dopo le accuse, Kiev respinge ogni coinvolgimento dello Stato
Il presidente ucraino ha dichiarato più volte che l’Ucraina, in quanto Stato, non ha alcun rapporto con l’esplosione dei due gasdotti Nord Stream. Kiev sostiene inoltre che operazioni di questo tipo siano soprattutto vantaggiose per la Russia, perché possono destabilizzare il mercato energetico europeo e danneggiare l’immagine dell’Ucraina agli occhi dei suoi partner occidentali.
La posizione ucraina contrasta con la conclusione anticipata proposta dai media filorussi. Le responsabilità devono essere stabilite sulla base dei risultati delle indagini, mentre l’attribuzione preventiva a Kiev viene utilizzata per creare il terreno informativo favorevole agli appelli per una riduzione del sostegno militare e finanziario.
La sequenza degli articoli mostra il ruolo dei media locali come ritrasmettitori dei messaggi del Cremlino. L’AntiDiplomatico in Italia e Pogled.info in Bulgaria diffondono contenuti che mettono in discussione la politica dell’Unione europea verso l’Ucraina e riproducono interpretazioni degli eventi favorevoli a Mosca. La mediazione di testate europee consente di presentare queste narrazioni non come propaganda diretta russa, ma come presunte letture autonome del dibattito occidentale.
Nella fase successiva, la pressione informativa si intreccia con i danni subiti dalla Russia
L’intensificazione della disinformazione del Cremlino avviene mentre gli attacchi ucraini a lunga distanza colpiscono con risultati concreti raffinerie russe, obiettivi militari, infrastrutture energetiche e imprese del comparto militare-industriale. I danni a questi impianti complicano la logistica bellica russa e aumentano la pressione sulle risorse necessarie a proseguire la guerra.
In questo contesto, Mosca tenta di compensare le perdite militari ed economiche con una pressione informativa rivolta alle società europee. Il messaggio promosso dai media filorussi è che l’assistenza a Kiev sarebbe diventata insostenibile o priva di giustificazione; l’obiettivo è invece ridurre il consenso politico e sociale alla prosecuzione degli aiuti e indebolire il sostegno europeo all’Ucraina nella sua difesa dall’aggressione russa.
La richiesta di interrompere l’assistenza non produrrebbe per l’Europa un vantaggio economico o di sicurezza. Al contrario, aumenterebbe in modo significativo i costi futuri necessari a contenere la Russia. Se il Cremlino riuscisse a raggiungere i propri obiettivi in Ucraina, i Paesi dell’Europa orientale e centrale diventerebbero i successivi bersagli della sua pressione ibrida e militare; sostenere Kiev oggi rappresenta quindi il modo più efficace per proteggere la stessa Unione europea da una minaccia militare diretta.
L’esito politico promosso dai media filorussi
La campagna non punta a un processo di pace giusto, ma a costringere l’Ucraina e i suoi partner ad accettare le condizioni russe. Per Mosca, la sospensione degli aiuti servirebbe a vincere la guerra, consolidare il controllo sui territori occupati e distruggere la statualità ucraina. Un simile esito demolirebbe il sistema internazionale di sicurezza e creerebbe un precedente pericoloso per altri regimi autoritari.
Le pubblicazioni diffuse tra il 22 e il 25 agosto hanno dunque collegato il caso Nord Stream, l’arresto di Zhuravlyov e le richieste dell’AfD in un’unica narrazione contro il sostegno a Kiev. La posizione attuale resta questa: l’inchiesta sul sabotaggio non è conclusa, mentre Pogled.info e L’AntiDiplomatico hanno già utilizzato la vicenda per rilanciare in Europa la linea del Cremlino sulla fine degli aiuti all’Ucraina.