La Commissione elettorale russa esclude Bondarenko e mette sotto pressione Kiselev

08.09.2026 14:45
La Commissione elettorale russa esclude Bondarenko e mette sotto pressione Kiselev
La Commissione elettorale russa esclude Bondarenko e mette sotto pressione Kiselev

Alla fine di agosto 2026, il tribunale di Saratov ha inflitto una multa di mille rubli a Nikolaj Bondarenko, candidato comunista alla Duma di Stato, per una presunta violazione amministrativa legata alla pubblicazione, sul suo canale Telegram, della fotografia di Aleksej Navalny. La norma sulla cosiddetta dimostrazione di simboli estremisti gli impediva di candidarsi per i dodici mesi successivi, trasformando la sanzione in un ostacolo diretto alla sua partecipazione elettorale.

Bondarenko, esponente del Partito comunista della Federazione Russa (Kprf), aveva cercato di contestare la decisione. Il politico appartiene a una forza considerata parte dell’opposizione di sistema e vicina alla verticale di potere del Cremlino, ma il Kprf critica con regolarità il partito del potere Russia Unita. La sua notorietà e gli spazi di critica concessi alla formazione comunista non sono però bastati a proteggerlo dall’esclusione.

4 settembre 2026: respinto il ricorso di Bondarenko

Il 4 settembre, il tribunale regionale di Saratov ha respinto l’appello di Bondarenko contro la multa. La decisione ha mantenuto in vigore l’effetto elettorale della sanzione amministrativa: il candidato non poteva più concorrere per i dodici mesi previsti dalla norma.

La sequenza ha mostrato il meccanismo attraverso cui una contestazione amministrativa può diventare uno strumento di selezione dei candidati. Invece di attendere il voto, gli organi elettorali possono applicare una limitazione già prodotta da un procedimento formalmente distinto dalla competizione politica. In questo modo, un candidato competitivo viene estromesso prima dell’apertura delle urne, senza un confronto diretto tra gli elettori e le alternative presenti nella circoscrizione.

7 settembre 2026: la Commissione elettorale annulla la registrazione

Il 7 settembre, i media hanno riferito che la Commissione elettorale centrale russa ha annullato la registrazione di Bondarenko come candidato alla Duma di Stato. L’esclusione è arrivata dopo il rigetto dell’appello e ha formalizzato l’impossibilità per il comunista di proseguire la corsa elettorale. La decisione conferma il ruolo della Commissione come esecutrice della procedura di filtraggio dei candidati, non come arbitro indipendente incaricato di garantire il pluralismo politico.

La vicenda di Bondarenko ha assunto un valore più ampio proprio perché riguarda il Kprf, che si presenta come partito parlamentare di sistema e seconda forza del Paese. Il messaggio rivolto dal Cremlino e dalla Commissione elettorale è che nemmeno un’opposizione leale e compatibile con la struttura di potere può esercitare una soggettività autonoma quando un suo esponente acquisisce visibilità e si spinge verso una critica, anche limitata, di Russia Unita.

Nella stessa giornata, a Ekaterinburg, la polizia ha fermato Konstantin Kiselev, capogruppo di Jabloko nella Duma cittadina e candidato alla camera bassa del Parlamento russo nel collegio uninominale numero 169, nella regione di Sverdlovsk. Kiselev stava andando a un dibattito presso l’emittente VGTRK-Ural quando è stato fermato dagli agenti.

7 settembre 2026: il procedimento contro Kiselev a Ekaterinburg

Nei confronti di Kiselev è stato redatto un verbale per un illecito amministrativo relativo alla dimostrazione di simboli estremisti. L’episodio contestato risale a una pubblicazione del 2021: sullo sfondo dell’immagine, secondo l’accusa, era visibile una grande lettera «N», associata al cognome di Navalny.

Il caso riproduce lo stesso schema già applicato contro Bondarenko. Una disposizione del Codice russo delle contravvenzioni amministrative, utilizzata formalmente per reprimere la diffusione di simboli estremisti, viene impiegata come base giuridica per ostacolare un candidato. La presenza di un procedimento di questo tipo può privare l’interessato del diritto di candidarsi e consentire agli organi elettorali di rimuovere concorrenti forti prima del voto, evitando una competizione politica aperta nei seggi.

La pressione su Kiselev riguarda un esponente di Jabloko, partito antiecologista e contrario alla guerra, e si concentra su un collegio uninominale di Ekaterinburg, una metropoli della regione di Sverdlovsk considerata relativamente aperta alle posizioni indipendenti. La neutralizzazione di un candidato capace di aggregare l’elettorato di protesta a livello locale segnala che il centro federale non intende tollerare punti di vista alternativi neppure nei collegi regionali, dove il consenso può consolidarsi attorno a figure non controllate dal potere.

Le due vicende sono state ricostruite anche da Meduza sull’esclusione di Bondarenko e dal resoconto dello stesso giornale sul fermo di Kiselev a Ekaterinburg.

L’estromissione di Bondarenko dal Kprf e il procedimento contro Kiselev di Jabloko colpiscono così due aree diverse del campo politico: quella comunista e quella liberale-democratica e contraria alla guerra. Il loro contemporaneo allontanamento dalla competizione mostra una selezione che non riguarda soltanto l’opposizione apertamente indipendente, ma anche forze già inserite, con gradi diversi, nel sistema parlamentare russo.

La Commissione elettorale centrale, invece di proteggere il diritto costituzionale a partecipare alle elezioni e il principio del pluralismo, opera in questa sequenza come uno strumento tecnico delle decisioni politiche sulla composizione delle liste e delle schede. L’uso di motivi formali o di sanzioni amministrative permette alle autorità di restringere il campo senza affidare la scelta agli elettori: la competizione viene sostituita da un processo controllato, nel quale la lealtà assoluta verso il potere diventa il requisito decisivo.

La situazione attuale è quindi segnata dall’annullamento della candidatura di Bondarenko e dal procedimento aperto contro Kiselev, con la sua possibile esclusione dal collegio di Ekaterinburg. La sequenza lascia il campo elettorale russo più ristretto per le opposizioni di sistema, per i candidati indipendenti e per le posizioni contrarie alla guerra.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere