Il ballottaggio affondato dalla Lega, Salvini: “Ci interessano solo le preferenze”

03.09.2026 03:25
Il ballottaggio affondato dalla Lega, Salvini: “Ci interessano solo le preferenze”

Il futuro incerto della legge elettorale italiana

Roma, 3 settembre 2026 – Doppio turno addio. Il fischio d’inizio per il voto sugli emendamenti allo Stabilicum risuona oggi in commissione Affari costituzionali, ma nessuno scommette sul rispetto delle tempistiche. Il copione è già scritto: il provvedimento sbarcherà nell’aula di Palazzo Madama il 9, orfano di relatore, e il cantiere si riaprirà da zero. Da quel tavolo, però, l’opzione del ballottaggio è già sparita. La rapida dipartita di questa ipotesi racconta molto delle nevrosi della maggioranza. Fiorita con il palese obiettivo di sgambettare Roberto Vannacci, l’idea del secondo turno è appassita in poche ore per il terrore che la trappola potesse trasformarsi in un trampolino di lancio per il generale. A recitare il de profundis ci ha pensato ieri mattina Matteo Salvini: “Siamo contrari, abbiamo firmato un accordo sulla legge elettorale che prevede le liste e le preferenze, basta. Chiedere alla gente di tornare a votare dopo 15 giorni anche no”. Dunque: la norma va affossata, riporta Attuale.

Il diktat leghista non incontra resistenze, nemmeno tra chi inizialmente accarezzava l’idea. Lo certifica il presidente della commissione, Andrea De Priamo (FdI): “Ci può essere il ballottaggio solo se c’è una convergenza di tutta la coalizione, che ad oggi non esiste”. Il cerino finisce così a Marcello Pera, autore dell’emendamento. L’ex presidente del Senato non è certo un gregario qualsiasi a cui si possa ordinare un ritiro d’ufficio, ma è lui stesso ad annunciare l’obbedienza: “Ascolterò la maggioranza, in primo luogo Meloni”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sigilla la questione stimando le chance di sopravvivenza del doppio turno a “meno del 50%”. Vannacci ringrazia e incassa: “Prima il ballottaggio doveva essere la trappola perfetta. Poi hanno fatto due conti. Hanno capito che, liberati dal ricatto del cosiddetto “voto utile”, ancora più italiani sceglierebbero Futuro Nazionale”.

Con la tagliola in soffitta, il convitato di pietra resta. La vera prova su strada è attesa a breve, il 27 e 28 settembre, con le suppletive di Reggio Calabria, dove il generale schiera Domenico Giannetta. In attesa delle urne, Forza Italia punta sui tempi lunghi, allineandosi alla Lega nella volontà di portare la legislatura alla sua naturale scadenza del 2027. La speranza è prendere tempo. Un rinvio decapiterebbe un altro miraggio caldeggiato da Fratelli d’Italia: l’election day ad aprile per politiche e amministrative. Resta poi da sciogliere il rebus del premio di maggioranza. Il testo attuale fissa l’asticella al 42%, ma il timore di non raggiungerla ha spinto la senatrice Paola Ambrogio (FdI) a proporre un emendamento per abbassarla al 41%. Un salvagente che rischia di restituire maggioranze esigue. Da qui la prudenza del responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli: “L’obiettivo della legge elettorale è dare la possibilità a una coalizione che superi il 41 o il 42, vedremo, di poter governare tranquillamente”.

In un quadro così balbettante, il centrosinistra va a nozze. L’affondo lo firma il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia: “A Salvini non piace questa legge elettorale, a Tajani forse, ma penso al resto di Forza Italia meno. Meloni un giorno dice una cosa, un giorno un’altra. Si fermino e la smettano con questo Porcellum pasticciato e incostituzionale”. Eppure, tra una picconata e l’altra, anche l’opposizione lavora di cesello per garantirsi qualche paracadute. Nascosto nelle pieghe dell’emendamento che reintroduce le preferenze tout court, è spuntato infatti un codicillo che abbassa dal 3 al 2% la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento. Il sogno di una neo-Margherita capace di federare i centristi è già evaporato, ma a quota 2% si blinderebbero almeno un paio di ingressi ufficiali (Renzi in primis, e magari Onorato), garantendo il ripescaggio ai migliori piazzati sotto la soglia. Insomma, un po’ meglio di niente.

1 Comment

  1. Ma che caos! La politica italiana è sempre più surreale, sembra che tutti abbiano paura di prendersi responsabilità. E con questo pasticcio elettorale, i cittadini cosa possono aspettarsi? Davvero non capisco come si può pensare di governare in modo serio con questa instabilità continua. Assurdo!

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