Due lavoratori salvati dopo nove giorni dall’esondazione in Nepal
Due lavoratori sono stati estratti vivi da un tunnel, nove giorni dopo la devastante esondazione che ha colpito la zona himalayana di confine fra il Nepal e la regione cinese del Tibet, riporta Attuale. I due operai sono stati soccorsi separatamente durante le operazioni nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A, come ha reso noto l’esercito nepalese.
Da giorni, i soccorritori sono impegnati a scavare nei tunnel di alcuni impianti idroelettrici per cercare di raggiungere centinaia di lavoratori intrappolati dopo l’esondazione. Le persone coinvolte lavoravano in 11 impianti idroelettrici in costruzione lungo i fiumi Trishuli e Bhotekoshi, nel nord del Nepal.
Quando l’acqua, il fango e i detriti hanno travolto la zona, vari ingressi dei tunnel sono stati sepolti, isolando i lavoratori all’interno. Gli ultimi rapporti delle autorità nepalesi indicano che oltre 900 lavoratori degli impianti idroelettrici risultano dispersi, ma non è chiaro quanti di loro si trovano effettivamente nei tunnel.
Le alluvioni del 26 agosto hanno devastato molte aree del Nepal, distruggendo villaggi, ponti e centrali idroelettriche. Secondo le autorità nepalesi, sono documentate almeno 1.252 morti e more di 4.200 persone risultano ancora disperse nel paese. In Tibet, dall’altra parte del confine, la Cina ha riportato 21 morti e 541 dispersi, ma è probabile che questo numero sia sottostimato.