L’amore svanito tra Mosca e l’Europa: opinioni dei cittadini sulla rottura dei rapporti

04.09.2026 07:25
L'amore svanito tra Mosca e l'Europa: opinioni dei cittadini sulla rottura dei rapporti

La distanza tra Russia e Europa cresce in un contesto di crescente disinteresse

Piazza Tverskaja Zastava, di fronte alla storica stazione ferroviaria di Mosca, ha visto un clima di stagnazione. Con temperature autunnali, gli abitanti riflettono su un’Europa che ora sembra sempre più lontana. Aleksey, un proprietario di una scuola di danza di 37 anni, ha dichiarato: «Se me l’avesse chiesto 6-7 anni fa, forse avrei risposto con amarezza, perché tutti siamo andati in Europa come turisti. Ma oggi l’argomento dei rapporti Russia-Europa non mi tocca per niente: io mi occupo della mia attività, e mi basta questo», riporta Attuale.

Elena, 59 anni, docente universitaria di storia, ha aggiunto: «Mi dispiace che la cultura russa venga cacciata dallo spazio europeo e che in Europa si intensifichi la russofobia. Io mi sono chiusa a giudizi politici. Mi preoccupa solo la costante formattazione della coscienza della vostra gente verso l’odio per la Russia». Anche Natalia, 51 anni, nota una mancanza di interesse crescente nei confronti dell’Europa. «Non muore nessuno se non si fa amicizia con l’Europa», ha affermato.

Nel contesto di quella che sembra una nuova era di estraniamento, Tatiana, insegnante di antropologia di 40 anni, osserva che in campagna le persone sono disinteressate alla politica. «Quelli che si permettevano di andare in vacanza verso le vostre destinazioni più economiche, ora volentieri esplorano Paesi asiatici, in primo luogo la Cina», ha aggiunto, descrivendo un cambiamento nelle preferenze turistiche.

Andrei, 66 anni, pensionato, rappresenta un’opinione più conservatrice, affermando: «Noi siamo e rimaniamo europei bianchi, con i gialli non ci vogliamo immischiare». Questa visione affonda le radici nei turbolenti anni Novanta e nei primi anni 2000, quando le relazioni tra Russia ed Europa erano più affettuose, nonostante le tensioni politiche. Tuttavia, l’opinione pubblica in Russia ha sempre avuto un impatto limitato nella politica, specialmente in un periodo autoritario come quello attuale.

Secondo il Centro Levada, noto per le sue analisi demoscopiche, l’atteggiamento dei russi verso l’Unione Europea ha subito alti e bassi notevoli nel corso degli anni, passando da un 76% di opinioni positive all’inizio del 2004 al 39% nel 2008 e successivamente risalendo nuovamente prima dell’invasione dell’Ucraina. Tuttavia, a partire da febbraio 2022, la fiducia nei confronti dell’Europa è precipitata, segnando solo il 18% di favorevole.

Un’analisi più recente indica un calo del supporto per i negoziati di pace, sceso al 59%, con un aumento di chi è favorevole alla prosecuzione del conflitto, raggiungendo il 31%. La propaganda russa, avviata nel 2007, ha fortemente influenzato l’opinione pubblica, creando una spaccatura difficile da colmare. Durante il Forum economico orientale, Putin ha pronunciato parole che riflettono una chiara separazione dall’Occidente, sottolineando come l’Europa sia ormai al di fuori del suo orizzonte.

Recenti articoli russi attestano la crescente tensione nelle relazioni diplomatiche e le minacce da parte di leader ucraini, interpretate dai media russi come parte di un più ampio piano occidentale. L’editoriale di Konstantin Remchukov su Nezavisimaya Gazeta si chiude su una nota desolante: «Il vecchio mondo ha cessato di avere valore. Dobbiamo prepararci a tutto. Senza illusioni. Il periodo di incertezza sarà molto lungo». L’impiegata Nadezhda, 46 anni, riassume il sentiment popolare con parole che evidenziano l’impatto futuro: «Mi sento molto più europea che eurasiatica, e penso che nonostante tutto la Russia sia parte dell’Europa. Un giorno forse i rapporti verranno ripristinati, ma per cinquant’anni almeno resterà comunque il rancore reciproco».

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