Roma, 10 settembre 2026 – Il dibattito al Senato sulla legge elettorale è ripreso, dopo l’approvazione dello Stabilicum in prima lettura alla Camera lo scorso 16 luglio. L’Aula ha bocciato l’idea dell’opposizione di introdurre preferenze ‘pure’, con il voto compatto del centrodestra: respinto con 68 sì e 99 no il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati, riporta Attuale.
Il patto della maggioranza sulle preferenze
Il centrodestra ha annunciato il voto compatto e favorevole all’emendamento sulla legge elettorale che racchiude il patto di maggioranza sulle preferenze, a firma Lisei (capilista bloccati e tre preferenze con alternanza di genere dal secondo candidato in lista a scendere).
“Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore delle preferenze”, ha dichiarato Malan, sottolineando che il suo partito ha sostenuto lo stesso testo alla Camera. Ha poi continuato: “Il Pd ha votato per leggi senza preferenze tranne nel caso dell’Italicum, promosso dal governo Renzi, che prevedeva i capolisti bloccati. Comprendiamo la strumentalità di questo emendamento; se aveste voluto approvare le preferenze, ci sono state occasioni alla Camera, in particolare quando furono battute di un solo voto”.
Renzi: “Governo si vergogni”. Boccia: “Istituzioni piegate agli interessi di una parte politica”
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è intervenuto durante la discussione sulla legge elettorale, leggendo un testo della premier Giorgia Meloni dell’11 marzo 2014, favorevole alle preferenze. “E sulla base di questo intervento, dovreste semplicemente vergognarvi“, ha rimarcato Renzi, rivolgendosi al capogruppo di FdI, Lucio Malan, che aveva annunciato il voto contro le proposte delle opposizioni.
“I sub emendamenti all’emendamento Lisei e gli altri nostri emendamenti sono parte di una strategia unitaria delle opposizioni che merita attenzione”, ha affermato Francesco Boccia del Pd, illustrando gli emendamenti all’articolo 1 del ddl sulla legge elettorale, prima del voto del Senato. “Se la maggioranza prenderà atto che questo nostro impianto non aiuta una parte o l’altra, ma la credibilità e la democrazia del Paese, allora vorrà dire che, in zona Cesarini, avrà fatto un salto di qualità”.