Abdel Malik al Houthi: il leader degli Houthi e l’equilibrio del potere in Yemen
Abdel Malik al Houthi, figura centrale nel conflitto yemenita, continua a consolidare il suo potere politico e militare nonostante le sfide esterne. I suoi seguaci lo vedono come una Guida Eminente, seguendo il modello del sistema instaurato dall’ayatollah Alì Khomeini in Iran, sostenitore di questo potente movimento che ha preso piede in Yemen e lungo la costa del Mar Rosso, riporta Attuale.
Nato nel 1982, Abdel Malik è cresciuto all’interno di un clan zeidita, dove la sua formazione militare è stata guidata da suo padre e suo fratello. Proprio grazie a questa eredità familiare, è riuscito a trasformare un gruppo di guerriglieri in una macchina bellica ben organizzata, conquistando Sanaa nel 2014, portando così gli Houthi a diventare una potenza nell’Asse della resistenza sostenuta da Teheran.
Il conflitto ha comportato onori e pressanti sfide: gli Houthi, infatti, si trovano a fronteggiare una regione impoverita e nemici agguerriti, tra cui Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, che sostengono le truppe governative. Nonostante questi ostacoli, la loro avanzata non si è fermata, nemmeno di fronte a bombardamenti anglo-americani e israeliani.
Grazie a un mix di fervore religioso e disciplina militare, il movimento Houthi è cresciuto in modo esponenziale, guidato dalla strategia di Abdel Malik. Quest’ultimo ha mantenuto un basso profilo pubblico, evitando apparizioni in persona e comunicando principalmente attraverso video. In un recente intervento, ha descritto il conflitto come «difensivo», imputando le responsabilità a Riad.
Le misure di sicurezza rigorose attuate per proteggere Abdel Malik evidenziano l’urgente necessità di salvaguardarlo in un contesto di continui attacchi mirati. Malgrado gli attacchi, come quello israeliano che ha eliminato altre figure chiave, la sua posizione rimane intatta.
In un contesto di crescente instabilità, molti esperti riconoscono che lo Yemen sta assumendo connotazioni simili a quelle del conflitto afghano. La sua posizione geografica strategica, all’ingresso del Mar Rosso, augura a Abdel Malik di essere non solo un custode del potere locale, ma anche un attore chiave nel panorama geopolitico della regione.