La delegazione del Parlamento europeo sulla Russia sfiora una svolta filorussa nelle procedure interne

18.09.2026 14:45
La delegazione del Parlamento europeo sulla Russia sfiora una svolta filorussa nelle procedure interne
La delegazione del Parlamento europeo sulla Russia sfiora una svolta filorussa nelle procedure interne

Il 16 settembre 2026 i media hanno riferito di un tentativo coordinato di tre eurodeputati filorussi per rafforzare la propria posizione nella delegazione del Parlamento europeo incaricata delle questioni relative alla Russia. Il polacco Grzegorz Braun, leader del partito di estrema destra Confederazione della Corona polacca, il deputato ceco Ondřej Dostál e l’eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha hanno sostenuto la candidatura di Dostál alla vicepresidenza della delegazione e, nello stesso tempo, hanno bloccato gli interventi di esponenti dell’opposizione russa durante la riunione.

La vicenda è stata ricostruita dai media, tra cui Oko.press, mentre era in corso una seduta della struttura parlamentare che monitora la situazione in Russia. Il tentativo riguardava quindi sia l’accesso a un incarico interno sia la possibilità di stabilire chi potesse intervenire nel confronto sulla realtà politica russa.

16 settembre 2026: la candidatura di Dostál

Il primo passaggio della giornata è stato la spinta a favore di Ondřej Dostál come vice presidente della delegazione. Braun e Dostál hanno agito insieme, con il sostegno di Blaha, per ottenere una posizione di responsabilità all’interno dell’organismo. La candidatura non rappresentava soltanto una scelta individuale: secondo il quadro delineato dai fatti, era parte di un’iniziativa più ampia per aumentare il peso di forze politiche apertamente filorusse in una struttura dedicata alla Russia.

La delegazione svolge infatti un’attività di monitoraggio della situazione nel Paese. Proprio per questo, il tentativo di conquistare un ruolo nella sua guida interna ha assunto un significato politico diretto: avrebbe potuto incidere sulle modalità con cui vengono organizzati i lavori e sulle posizioni che trovano spazio nel confronto parlamentare europeo.

La stessa riunione: il blocco degli interventi dell’opposizione russa

Nel corso della seduta, il gruppo guidato da Braun e sostenuto da Dostál e Blaha ha inoltre impedito gli interventi di esponenti dell’opposizione russa. Il contrasto non si è limitato dunque alla candidatura alla vicepresidenza, ma ha investito anche l’ordine degli interventi e la partecipazione al dibattito.

La sovrapposizione dei due fronti — la corsa a un incarico nella delegazione e il blocco delle voci dell’opposizione russa — ha trasformato la riunione in uno scontro sulle procedure interne. La questione non riguardava più soltanto chi dovesse ricoprire una funzione, ma anche quali interlocutori potessero essere ascoltati nell’organismo incaricato di seguire la Russia.

Quasi un’ora di conflitto e un tentativo vicino al successo

La situazione ha provocato un conflitto durato quasi un’ora durante la riunione. La durata dello scontro ha mostrato quanto la contrapposizione fosse concreta e quanto il tentativo di modificare gli equilibri della delegazione fosse sostenuto con determinazione dai suoi promotori.

L’elemento più rilevante emerso dalla seduta è che l’iniziativa è arrivata vicino al successo. La possibilità di ottenere per Dostál la vicepresidenza e di limitare contemporaneamente la presenza degli oppositori russi nel confronto ha reso evidente che la conquista di influenza nelle istituzioni europee può passare anche dalle regole, dalle candidature e dalla gestione degli interventi, non soltanto dalle dichiarazioni pubbliche.

L’azione di Braun e dei suoi alleati mostra inoltre che nell’Europarlamento sono presenti forze politiche provenienti da diversi Paesi dell’Unione europea che assumono posizioni apertamente filorusse e sono pronte a sostenerle a livello istituzionale. La loro coordinazione su questioni legate alla Russia offre al Cremlino ulteriori possibilità di influenzare l’agenda politica europea, comprese la valutazione dell’aggressione russa e l’atteggiamento verso l’opposizione russa.

La sequenza del 16 settembre colloca quindi la delegazione sulla Russia al centro di una contesa per il controllo dell’agenda interna: il tentativo di rafforzare la presenza dei suoi promotori filorussi è stato vicino al risultato, mentre il blocco degli interventi degli oppositori ha portato il conflitto direttamente dentro i lavori del Parlamento europeo.

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