Il tetto ai prezzi dei carburanti: Eni e il governo trovano un accordo strategico
Il recente accordo tra Eni e il governo italiano riguardante il tetto sui prezzi di benzina e gasolio segna un’importante evoluzione nei rapporti tra la premier Giorgia Meloni e l’amministratore delegato dell’azienda energetica, Claudio Descalzi. A partire da agosto, a causa dell’impennata dei prezzi dei carburanti, i contatti tra le due parti si sono intensificati, portando a una mossa attesa che mira a mitigare l’impatto economico sui consumatori, riporta Attuale.
Questa decisione giunge in un momento cruciale, prima della prevista riduzione del taglio delle accise, che avrebbe comportato un ulteriore aggravio per gli automobilisti. Inoltre, il governo ha introdotto misure come lo stop al bollo auto per le auto di media e bassa cilindrata. Con il nuovo tetto, l’esecutivo guadagna tempo per monitorare la situazione dei prezzi senza dover ricorrere a tagli alle accise, che fino ad ora sono costati circa 2,8 miliardi di euro e sono stati mal visti anche a Bruxelles.
In aggiunta, la decisione di Eni di ridurre i prezzi allontana il rischio di una tassazione sugli extraprofitti, una possibilità considerata da Bruxelles, che aveva lasciato libertà di azione ai singoli Stati, nonostante avesse scartato una proposta di tassa europea. Per un gigante come Eni, potenziali nuove tassazioni avrebbero avuto un impatto più pesante del “contributo di solidarietà” recentemente introdotto.
Politicamente, l’accordo offre a Meloni una soluzione utile, tenendo lontano dalla maggioranza un tema controverso, specialmente alla vigilia della legge di Bilancio. Mentre la Lega di Matteo Salvini aveva spinto per un contributo delle compagnie per sostenere gli automobilisti, Forza Italia si era opposta, con Antonio Tajani che aveva definito tale proposta inadeguata, suggerendo affinità con pratiche “da Urss”.
Palazzo Chigi guadagna anche in termini di comunicazione, riuscendo a fornire un segnale chiaro a famiglie e imprese senza compromettere ulteriormente le finanze pubbliche, già colpite dalla mancata conclusione della procedura di infrazione. Questo accordo consente inoltre alla premier di rispondere efficacemente alle critiche dell’opposizione, che aveva messo sotto pressione l’esecutivo sul tema dei carburanti.
Tuttavia, la questione non è del tutto risolta. Con l’accordo sul prezzo dei carburanti, Meloni ha ottenuto un mese di tregua. Il prossimo passo sarà cercare di trasformare questa emergenza in una strategia energetica duratura che possa influisce stabilmente sui prezzi. Ci sarà tempo per lavorare su questo aspetto nei prossimi mesi.
Antonio Troise