Legge elettorale, governo ottiene fiducia alla Camera con proposte di election day in primavera

06.10.2026 06:25
Legge elettorale, governo ottiene fiducia alla Camera con proposte di election day in primavera

Il governo italiano blinda la riforma elettorale nel dibattito parlamentare

Roma – Entro tre giorni si conosceranno i dettagli, ma l’incertezza politica sulle prossime elezioni rimane. Mentre il calendario elettorale è ancora un mistero, il governo anticipa i tempi, imponendo le sue regole: per evitare le insidie dell’opposizione sul Stabilicum, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha posto la fiducia alla Camera su tre dei quattro articoli modificati al Senato, riporta Attuale.

Oggi l’Aula discuterà i primi due articoli, cruciali per la riforma poiché introducono un meccanismo di preferenze. Domani si passerà al terzo articolo, che prevede la ridefinizione dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano, un aspetto delicato che potrebbe sollevare contestazioni sull’anonimato del voto. La maggioranza ha quindi forzato la mano, decidendo per un scrutinio palese, suscitando l’ira delle opposizioni. “È una scelta indegna – ha commentato Federico Fornaro (Pd) – abbiamo presentato 50 emendamenti, non c’è ostruzionismo. Temete la tenuta della coalizione”.

Il punto culminante verrà raggiunto giovedì, quando si svolgerà il voto segreto che deciderà il destino della riforma. In caso di bocciatura, si tornerebbe automaticamente alla vecchia legge Rosatellum, con le elezioni che potrebbero svolgersi nei primi mesi del prossimo anno. Se invece lo Stabilicum dovesse passare, ogni decisione sulla data delle elezioni verrebbe congelata fino a dicembre.

Sotto i riflettori c’è anche Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, il quale ha sollevato l’ipotesi di un election day in primavera, contrariamente alla prudente linea del Governo. “Il problema delle elezioni a settembre è che lasciano poco tempo per la campagna elettorale e c’è la legge di bilancio”, ha affermato. “Potremmo aver bisogno di votare a maggio, in concomitanza delle Comunali”.

Il dibattito è acceso in via della Scrofa: da un lato c’è la preoccupazione per i numeri, dato che, se la nuova legge non portasse alcuna coalizione a superare il 42% necessario per il premio di maggioranza, la formazione di un nuovo governo comprometterebbe la manovra economica. Dall’altro, c’è il pragmatismo del centrodestra, che teme conseguenze negative in caso di problematiche nelle grandi città. Accorpare tutte le elezioni in un’unica tornata a maggio potrebbe invece avere un effetto traino positivo.

Le reazioni all’uscita di Malan sono state diverse: mentre alcuni vedono in essa un segnale di disappunto da parte della premier, altri la interpretano come una strategia per mettere alla prova gli alleati. Malan ha dovuto fare una rapida retromarcia, affermando che “la legislatura durerà fino all’autunno 2027”. Tuttavia, la possibilità di un’elezione anticipata è concreta, tanto che nella riunione sulla manovra di venerdì scorso Antonio Tajani ha condotto un sondaggio tra i dirigenti azzurri per capire le preferenze sulla data delle votazioni.

Attualmente, la situazione è incerta e decisioni sono congelate fino a fine dicembre. Non solo la questione Vannacci è in gioco, ma anche il contesto internazionale influenzerà le decisioni. “Come si può decidere in un quadro globale che cambia continuamente?”, ha affermato un alto dirigente di Fratelli d’Italia, in linea con quanto espresso dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la presentazione del bilancio: “In un contesto così complesso, fare previsioni è impossibile”. Fattori come la situazione nel Golfo, i prezzi dei carburanti e le ricadute geopolitiche saranno determinanti nella scelta tra primavera e autunno. Non va dimenticato che la decisione finale sulla data delle elezioni spetta al Capo dello Stato.

In ogni caso, la premier, anticipando una campagna elettorale caratterizzata da disinformazione, ha già registrato la propria voce presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Ciò non significa che le elezioni siano imminenti, ma si avvertono segnali di preparazione. Per sciogliere il nodo della data, rimane attuale la battuta di Giorgetti: “Chiedetelo a Trump”.

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