Giorgia Meloni registra la propria voce all’Euipo per proteggersi da deepfake
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha depositato una registrazione di quattro secondi della propria voce all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, per proteggersi dai cloni vocali e dai deepfake generati con intelligenza artificiale. Con questa mossa, Meloni intende garantire un’ulteriore tutela legale contro l’uso illecito della sua voce, riporta Attuale.
La registrazione consiste in una semplice affermazione: «Io sono Giorgia Meloni». Questa iniziativa non è solo simbolica, in quanto dimostra la crescente consapevolezza riguardo ai rischi associati alla manipolazione vocale in un’epoca in cui la tecnologia consente a software avanzati di replicare timbro e inflessioni umane, rendendo possibile la creazione di frasi mai pronunciate.
Precedenti tentativi di manipolazione dell’immagine di Meloni
Meloni ha già dovuto affrontare occasioni in cui la sua immagine è stata manipolata, come nel caso di un video pornografico realizzato cinque anni fa, per il quale due individui sono stati portati in giudizio. Recentemente, un video di Roberto Vannacci l’ha ritratta come un’antica figura romana, suscitando critiche e preoccupazioni per il contenuto diffamatorio, segnalando distanze rispetto alla rappresentazione.
Storie simili hanno coinvolto anche altre personalità pubbliche, come la cantante Giusy Ferreri, che ha registrato la sua voce come marchio sonoro, e il doppiatore Luca Ward, che ha scelto di tutelare la propria voce riconoscibile.
Il deposito dell’Euipo
Il deposito della registrazione è avvenuto il 5 ottobre 2025, gestito dallo studio legale Mpmlegal Stapa, rappresentato dall’avvocato Marco Mastracci. Il breve audio di Meloni sarà ora tutelato come marchio sonoro, evocando uno dei suoi slogan più iconici: «Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana», frase che ha ispirato vari remix e meme negli ultimi anni.
Funzionamento del marchio vocale
Con questa registrazione all’Euipo, Meloni non rivendica la proprietà di una frase in particolare, ma piuttosto tutela la sua riconoscibile voce. Questa protezione va oltre il diritto d’autore, poiché permette l’uso esclusivo del suono in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, e fornisce un ulteriore strumento legale contro la clonazione vocale. I programmi attuali possono imitare la voce umana in pochi secondi e generare contenuti potenzialmente fuorvianti, come affermazioni mai fatte.
Legislazione sul deepfake in Italia
Nel settembre 2025, l’Italia ha approvato una legge quadro sull’intelligenza artificiale, introducendo nel codice penale il reato di deepfake. Questa normativa prevede sanzioni fino a cinque anni di reclusione per la diffusione di contenuti manipolati ingannevolmente. Inoltre, attualmente è in discussione in Parlamento un disegno di legge (ddl 644) mirato alla protezione dell’identità personale contro gli abusi delle tecnologie di intelligenza artificiale.