Cinquecento militari italiani in Arabia Saudita: dibattito acceso in Parlamento sulla missione operativa

08.10.2026 23:15
Cinquecento militari italiani in Arabia Saudita: dibattito acceso in Parlamento sulla missione operativa

Il 8 ottobre, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha affrontato un acceso dibattito alla Camera riguardo alla presenza di cinquecento militari italiani nella base di Tai’f in Arabia Saudita, a seguito dell’attacco di un Eurofighter da parte degli Houthi. Questa situazione ha sollevato interrogativi sul mandato e sui rischi che corrono le truppe italiane, mentre le tensioni in corso intorno a Hormuz hanno messo in luce il rischio di un coinvolgimento diretto. La pressione dell’opposizione per chiarimenti si è intensificata, specialmente dopo l’attacco degli Houthi a Riad, riporta Attuale.

Il giallo della pagina web

I toni sono diventati incandescenti quando Crosetto ha caratterizzato il trasferimento dei militari italiani come un ridispiegamento da una missione precedente, l’operazione Inherent Resolve avviata nel 2014 contro l’ISIS. Il deputato del Pd Enzo Amendola ha controbattuto, ricordando che il Ministero della Difesa utilizzava il termine “missione” per la Task Force Air Arabia Saudita. Di fronte a questo, il ministro ha parlato di un errore che qualcuno avrebbe pagato, e così la pagina web in questione è stata rapidamente modificata, eliminando il termine “missione”.

Cosa fanno gli italiani in Arabia Saudita

La questione è di grande rilevanza, poiché il PD e il M5S accusano il governo di non aver fornito adeguate informazioni al Parlamento su un contingente operante in una zona così rischiosa e che include anche l’aereo spia Gulfstream G550 CAEW (acquistato da Israele). Le critiche suggeriscono che l’Italia possa stia svolgendo un ruolo più attivo di quanto ufficialmente dichiarato, assistendo gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita nel conflitto, malgrado l’affermazione di non voler partecipare a esso, tanto da rompere con gli americani sulla richiesta di utilizzo delle basi americane per operazioni offensive contro l’Iran.

Le parole di Crosetto

Nel suo intervento, Crosetto ha chiarito che il contingente italiano, privo di un mandato parlamentare specifico per missioni internazionali, può limitarsi alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nel rispetto degli interessi nazionali.

«È chiaro che le truppe italiane non partecipano a nessuna operazione di guerra, non compiono azioni al di là di quanto autorizzato dal Parlamento», ha dichiarato Crosetto, aggiungendo che le decisioni operative sono sotto la responsabilità militare. Tuttavia, la presenza italiana, inclusi aerei per il pattugliamento, suggerisce un consolidamento dell’intesa tra Italia e Arabia Saudita, con la preoccupazione che i militari si trovino in una situazione sempre più difficile da gestire.

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