Le acciaierie ucraine paralizzate dai bombardamenti, Metinvest critica le restrizioni europee

08.10.2026 23:15
Le acciaierie ucraine paralizzate dai bombardamenti, Metinvest critica le restrizioni europee

La paralisi della siderurgia in Ucraina: metallo e geopolitica

Le recenti offensive russe hanno gravemente compromesso la produzione di acciaio in Ucraina, provocando la quasi totale immobilizzazione delle acciaierie del Paese. Yuriy Ryzhenkov, amministratore delegato di Metinvest, la principale azienda siderurgica ucraina, ha dichiarato che la situazione rimane critica, con impianti danneggiati e una ricaduta economica pesante per il Paese, riporta Attuale.

Ryzhenkov ha osservato che non solo Metinvest, ma anche altre aziende come ArcelorMittal a Kryvyj Rih e Interpipe a Dnipro sono state colpite. “Non potremo riprendere l’attività finché le ostilità continuano”, ha detto. “Dobbiamo valutare come riparare gli impianti, ma i danni sono seri e non possiamo prevedere un tempismo per la ripresa.”

La siderurgia, che prima del conflitto rappresentava circa il 10% del PIL ucraino e oltre il 30% delle esportazioni, è stata un pilastro dell’economia prima della guerra. Ryzhenkov ha affermato: “È un colpo pesante per l’economia ucraina, che si trova in una fase di emergenza.” Questo aumento della pressione economica deriva anche dalle nuove restrizioni imposte dall’Unione Europea sulle esportazioni di acciaio ucraino, che hanno tagliato oltre il 60% rispetto all’anno precedente.

Ryzhenkov ha sottolineato la difficoltà della situazione: “Mentre l’Unione Europea sostiene l’impegno per la decarbonizzazione, non si tiene conto della situazione attuale dell’Ucraina. Dal 2022, stiamo lottando per sopravvivere, e l’impossibilità di investire nella transizione ecologica è evidente. Ci aspettavamo che Bruxelles ci concedesse un approccio più graduale, dato il blocco del Mar Nero che limita i nostri mercati.” Inoltre, ha evidenziato una paradossale contraddizione: “L’Europa continua ad acquistare acciaio russo, mentre noi siamo penalizzati: una situazione ingiusta.”.

Il CEO ha anche messo in discussione il logico sostegno economico occidentale: “Apprezziamo l’aiuto, ma non capisco perché la nostra economia venga limitata nel momento in cui abbiamo bisogno di autogestirci.” Ha chiesto una maggiore coerenza nella politica dell’Unione Europea nei confronti dell’Ucraina, esprimendo timori riguardo alla continuità degli aiuti: “Finché l’Unione europea ci sosterrà, potremo continuare a resistere, ma gli attacchi alle nostre infrastrutture richiedono un impegno accresciuto dai nostri alleati.”

Nonostante le difficoltà, Ryzhenkov ha rimarcato che la determinazione di aderire all’Unione Europea rimane forte: “Abbiamo già dichiarato il nostro obiettivo di adesione. Dobbiamo avere una strategia di lungo periodo da parte dell’Unione che faciliti il nostro ingresso. Anche se non possiamo attualmente effettuare gli investimenti necessari, rimaniamo determinati a progredire.”.

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