Il rischio della violenza nelle piazze europee: intervista con il giurista Sabino Cassese
Roma, 19 ottobre 2026 – Il giurista Sabino Cassese mette in guardia contro il crescente pericolo della violenza nelle piazze europee e italiane, evidenziando la mancanza di meccanismi adeguati per rappresentare la domanda sociale. Secondo Cassese, la deflazione della rappresentanza politica, con la scomparsa dei partiti tradizionali, ha privato la società di strumenti per esprimere il proprio malessere prima che esso si traduca in atti violenti. “La mia preoccupazione è l’assenza di segnali, di termometri che misurino il grado di soddisfazione della domanda sociale,” afferma il giurista, riporta Attuale.
Cassese sottolinea come la tensione sociale potrebbe essere strumentalizzata dalle forze politiche: “In una politica che ormai ignora le politiche, la tensione delle piazze può essere facilmente sfruttata da qualunque forza politica.” La protesta, secondo lui, è paragonabile alle polemiche in Parlamento, funzionando più come messaggio ai media che come dialogo costruttivo. “Le scritte non sono rivolte al Parlamento, ma, attraverso la televisione, ai cittadini,” spiega.
Il giurista sostiene anche la necessità di bilanciare la condanna della violenza con l’ascolto delle istanze dei cittadini: “È fondamentale isolare chi aggredisce e moltiplicare i sensori per capire il malessere diffuso,” avverte, richiamando l’attenzione sulla bassa partecipazione elettorale. “Il governo è come un medico che prende il polso del paziente e non riesce a sentire il battito,” aggiunge.
Cassese esprime preoccupazione per le conseguenze di definire un governo eletto come illegittimo: “Abbiamo avuto regolari elezioni e il governo ha una legittima maggioranza. Chi accusa di fascismo dimentica che sta negando la democrazia,” afferma, sottolineando l’importanza di accettare il risultato elettorale.
Quando si tratta della sicurezza pubblica, il giurista sottolinea l’importanza di rinnovare la capacità di ascolto e comunicazione tra governo e cittadini, piuttosto che introdurre nuove norme. “È fondamentale ricostituire il tessuto della democrazia, disegnato nell’articolo 49 della Costituzione,” insiste.
Riguardo all’opposizione, Cassese indica che la sua funzione è centrale nel contesto attuale, evidenziando che, nonostante il governo produca leggi, l’opposizione non ha ancora delineato le proprie proposte. “Mentre l’opposizione non ci ha ancora detto che cosa vuole,” mette in evidenza.
Infine, affrontando temi come casa, salari e aspettative dei giovani, Cassese richiede un approccio bipartisan per promuovere grandi programmi di sviluppo, affermando: “Nessuno lo propone.” Per lui, un nuovo patto tra maggioranza e opposizione dovrebbe cominciare dalla riforma della legge elettorale, che, a suo avviso, necessiterebbe di stabilità per il futuro della democrazia italiana.