Delitto di Garlasco: accuse e difesa su telefonate e prove genetiche nell’omicidio di Chiara Poggi

19.10.2026 07:35
Delitto di Garlasco: accuse e difesa su telefonate e prove genetiche nell'omicidio di Chiara Poggi

Il Dna sulle unghie, la traccia 33 e le impronte delle scarpe rappresentano elementi centrali nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia ha richiesto il rinvio a giudizio del 38enne Andrea Sempio, considerato l’unico responsabile del delitto. Questa richiesta si basa su un castello accusatorio svelato lo scorso 7 maggio, confermato nel secondo ‘415bis’ del 28 settembre. Nonostante la difesa di Sempio abbia presentato cinque consulenze per controbattere le accuse, i 21 punti riassunti dai pm durante l’interrogatorio del 6 maggio non hanno ricevuto una risposta formale, riporta Attuale.

La ricostruzione dei fatti e il movente

L’accusa evidenzia come Sempio “ha mentito sul contenuto delle tre telefonate” effettuate a casa Poggi durante le sommarie informazioni, presentando una versione smentita dalle indagini. Il suo alibi, basato su uno scontrino di parcheggio, è stato definito “inattendibile”. In aggiunta, la Procura ha segnalato un interesse e preoccupazione nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva, per la questione del Dna rinvenuto sulle unghie della vittima. Ulteriori dettagli riguardano un procedimento archiviato nel 2017, relativo a presunti atti corruttivi per ottenere denaro per pagare investigatori, e la versione mendace di Sempio in un interrogatorio del 10 febbraio 2017. La difesa sostiene che un foglietto trovato tra i rifiuti fosse solo un appunto per uno spettacolo teatrale, mentre due prove cruciali riguardano il profilo genetico estratto dalle unghie di Chiara, compatibile con il suo Dna, e la ricostruzione di un’azione di difesa da parte della vittima.

Il movente e l’assenza di alibi

Quattro punti cardine dell’accusa riguardano il movente: Sempio avrebbe tentato un contatto attraverso le tre telefonate, nutrendo un’attrazione non corrisposta, e dimostrando risentimento verso Chiara per essere stato respinto, come evidenziato in intercettazioni di suoi monologhi. La difesa ha contestato questo aspetto, sostenendo che le parole di Sempio avessero un “registro polemico” e non confessassero il delitto. Inoltre, l’accusa afferma che Sempio “non ha un alibi”, essendo tornato sulla scena del crimine per ben due volte, e la sua personalità presenta tratti coerenti con il contesto del delitto. La valutazione psichiatrica rimane sospesa in quanto Sempio non ha acconsentito a una visita. Adesso si attende l’udienza preliminare.

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