Kramatorsk e Sloviansk: le città strategiche che determinano l’esito della guerra in Ucraina

20.10.2026 12:15
Kramatorsk e Sloviansk: le città strategiche che determinano l'esito della guerra in Ucraina

La battaglia per Kramatorsk e Sloviansk: l’urgenza dell’evacuazione in un contesto di intensificazione bellica

Con le forze russe a soli 10 chilometri, la situazione a Kramatorsk e Sloviansk diventa sempre più critica. Il presidente russo Vladimir Putin ha reso chiaro che la conquista dell’intero Donbas, e in particolare delle due città gemelle di Kramatorsk e Sloviansk, è un obiettivo strategico cruciale. Questa assalto è considerato da funzionari statunitensi come la definizione di vittoria per la Russia. La conquista di queste città, ritiene Marco Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti, porterebbe a un’apertura della strada per Kyiv, riporta Attuale.

Il numero degli abitanti, che prima della guerra si attestava tra 250.000 e 300.000, è sceso a circa 60.000 e continua a diminuire. Le evacuazioni avvengono attraverso sforzi di volontari come Eduard, un ventottenne che utilizza un’ambulanza per raccogliere civili in fuga dal crescente pericolo delle bombe. Delle potenti bombe plananti russe, in grado di distruggere edifici, mettono in fuga i residenti, costringendoli a prendere decisioni dolorose.

Eduard, armato di un rilevatore di droni e di una pistola a rete, opera in condizioni estremamente rischiose. Durante una delle sue missioni, recupera una madre e una figlia che, spaventate dalle esplosioni, lasciano Sloviansk. Un’esplosione di una bomba avviene nei pressi, un chiaro segno dell’immediato pericolo che incombe, mentre un serie di droni russi sorvolano l’area. Almeno un centinaio di bombe plananti piovono ogni mese su Kramatorsk e Sloviansk, incrementando il panico tra la popolazione.

Dopo solo due giorni, Eduard si dirige nuovamente verso Sloviansk, dove incontra Vladimir e Yana, anche loro colpiti da un’esplosione recente che ha frantumato i vetri della loro abitazione. La paura e la devastazione avanzano, costringendo i civili a fuggire da una realtà insostenibile. Le strutture di accoglienza temporanea sono in pericolo, essendo state bombardate dai russi in passato, e ora gli autori delle evacuazioni si sentono sempre più frustrati dall’apatia di alcuni residenti, che esitano a lasciare le loro case anche quando la situazione si fa insostenibile.

Kramatorsk e Sloviansk, un tempo città tranquille, si trasformano in bastioni della guerra, con soldati russi che preparano la loro avanzata. Gli abitanti rimasti si polarizzano in coloro che sono già stati sfollati e non vogliono ripetere l’esperienza, e gli sjduni, coloro che attendono il cambiamento del regime con la conquista dei russi. Le autorità locali, pur mostrando segni di attività, non possono negare la crescente atmosfera di conflitto imminente.

La possibilità di una battaglia urbana di vaste proporzioni si profila all’orizzonte, poiché la guerra, a questo punto, appare inevitabile. Con i russi a soli 10 chilometri, l’obiettivo degli sforzi di evacuazione e delle operazioni militari diventa cruciale: chi conquisterà Kramatorsk e Sloviansk potrebbe decidere l’esito del conflitto, rendendo questi centri strategicamente essenziali per il corso futuro della guerra in Ucraina.

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