Cinquecento militari a Milano senza manette e taser: il governo Meloni avvia il piano di sicurezza urbana

22.10.2026 04:55
Cinquecento militari a Milano senza manette e taser: il governo Meloni avvia il piano di sicurezza urbana

Cosa possono fare i soldati secondo il nuovo Decreto Sicurezza

Il governo italiano ha annunciato l’invio di 500 militari per intensificare i controlli nelle stazioni ferroviarie a Milano. Questi parà della Folgore, che non avranno poteri di polizia, opereranno a partire da sabato 24 ottobre. Il nuovo Decreto Sicurezza farà registrare il suo primo test nel capoluogo lombardo, prevede che i militari possano identificare e controllare le generalità di sospetti, ma solo in caso di fondato sospetto di possesso di armi, munizioni o esplosivi. Tuttavia, il ministero della Difesa esprime preoccupazioni: senza strumenti come taser e manette, i soldati potrebbero rivelarsi «inutili e in pericolo», riporta Attuale.

Cosa possono fare i militari nelle città

Secondo il Corriere della Sera, l’operazione Strade sicure, ideata con la legge n.125 del 2008, consente l’impiego temporaneo dei militari in supporto delle forze di polizia per prevenire la criminalità in aree metropolitane. Attualmente, 6800 soldati sono coinvolti in queste operazioni nelle città italiane e l’inserimento di ulteriori 500 a Milano rappresenta un ulteriore segnale di attivazione delle misure di sicurezza.

L’impiego dei soldati a Milano

I soldati hanno il compito di difendere obiettivi sensibili e patugliare le aree in collaborazione con le forze di polizia. Sotto gli ordini del prefetto e del questore, hanno la qualifica di agente di pubblica sicurezza, il che consente loro di fermare gli individui in caso di reati come rapine o atti di violenza. Pur avendo facoltà di usare l’arma in situazioni di emergenza, non possono svolgere attività di indagine o ricevere denunce, collaborando al contempo con le forze dell’ordine.

La Difesa

Il ministero della Difesa ha espresso preoccupazione per la mancanza di manette, spray al peperoncino e taser, strumenti che potrebbero garantire una maggiore sicurezza per i soldati stessi. Il ministro Guido Crosetto ha dichiarato di essere «deluso e preoccupato» per le limitazioni imposte dal decreto, sottolineando la necessità di regalare ai militari poteri simili a quelli delle forze di polizia. Tuttavia, la sua richiesta di modifiche al decreto non è stata accolta.

I poteri di arresto

La legge del 2008 non conferisce ai militari i poteri di arresto normalmente attribuiti agli agenti di polizia. Secondo la normativa, i militari possono identificare e trattenere le persone solo in attesa dell’arrivo delle forze di polizia. Queste limitazioni pongono interrogativi sull’efficacia del nuovo dispiegamento dei soldati nelle città.

Le fascette al posto delle manette

Attualmente, i soldati non possono utilizzare le manette, ma sono equipaggiati con fascette in velcro per immobilizzare soggetti pericolosi in attesa degli agenti Polfer. L’approvazione per l’uso dello spray al peperoncino è ferma da due anni, mentre l’implementazione del taser è vincolata a specifici protocolli formativi, non disponibili per i 500 paracadutisti impiegati in Milano.

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