Meloni in corsa per la manovra economica: impegno massimo nonostante le risorse limitate

28.10.2026 03:35
Meloni in corsa per la manovra economica: impegno massimo nonostante le risorse limitate

Italia: Ultimo giro di trattative per la manovra economica e flessibilità europea

Le trattative sulla manovra economica in Italia sono giunte al termine, con una forte attenzione al contesto interno per evitare divisioni nella maggioranza e al contempo a Bruxelles, dove si cerca di definire il margine di “flessibilità” sui conti. La corsa contro il tempo si è conclusa a tarda sera, dopo un ultimo vertice con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sembra che i partiti siano giunti a un compromesso, accettando di presentare una sola misura di bandiera per ciascuno, riporta Attuale.

Giorgetti ha dichiarato che “quasi tutte le componenti sono andate a punto”, incluse quelle riguardanti la flessibilità europea per finanziare gli interventi energetici. “Con la Commissione abbiamo fatto progressi”, ha spiegato il ministro, anticipando che al prossimo Consiglio dei Ministri arriveranno solo le proposte considerate “ammissibili” da Bruxelles. Giorgetti ha ribadito la necessità di mantenere una linea di prudenza e ha avvertito che le richieste sono numerose e le proposte superano le disponibilità.

Meloni ha definito l’obiettivo primario quello di far quadrare i conti, rispettando gli impegni assunti. “Cercheremo di fare del nostro meglio, pur con risorse limitate”, ha affermato. Il ministro ha difeso il rigore degli ultimi quattro anni, sottolineando che l’atteggiamento onesto ha trovato riconoscimento tra gli osservatori internazionali. Giorgetti ha anche lasciato aperta la possibilità di modifiche durante l’esame parlamentare, se dovessero emergere nuove risorse, riaffermando che non ci sono promesse senza copertura.

Nel pomeriggio, Meloni ha incontrato nuovamente i leader della maggioranza, tra cui Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, per chiarire che la ricerca di misure di bandiera non deve compromettere l’equilibrio della manovra. Le priorità restano famiglie, giovani, ceto medio e imprese, senza compromettere la traiettoria di risanamento dei conti pubblici.

Durante il vertice, Tajani ha insistito per l’Irpef, puntando a estendere l’aliquota del 33% ai redditi superiori ai 50.000 euro, ma la ricerca delle coperture necessarie, stimata in almeno 1,2 miliardi, non ha portato a risultati concreti. Il partito di Tajani richiede anche agevolazioni fiscali per i giovani al primo impiego, una card sanitaria di 300-500 euro per gli over 75 a basso reddito e l’esclusione delle Bcc dal contributo richiesto al sistema bancario. “Lavoriamo per una manovra che aiuti il ceto medio, famiglie e imprese”, ha ribadito il vicepremier azzurro, proponendo anche una previdenza dedicata alle forze dell’ordine e armate.

Si è fatto più riservato, nelle ultime ore, Matteo Salvini, mentre il responsabile economico e sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha dichiarato: “Sarà una Manovra in continuità con quelle precedenti, affronteremo le emergenze, fornendo risposte concrete al ceto medio, ai giovani e alle pensioni”. Tra le questioni chiave per il Carroccio figura l’estensione della flat tax per gli autonomi da 85.000 a 100.000 euro di ricavi e la possibilità di andare in pensione a 64 anni. Per quest’ultima misura, si contempla una soluzione in due fasi: un fondo di poco meno di un miliardo integrato nella legge di bilancio, seguito da un provvedimento a gennaio per definire le condizioni per l’uscita anticipata.

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