Il governo italiano propone un intervento fiscale per il ceto medio
Il governo ha annunciato un nuovo intervento sull’Irpef mirato al ceto medio, con la premier Giorgia Meloni che lo definisce una priorità nella prossima manovra: “Vogliamo continuare a tagliare le tasse e abbiamo un occhio di riguardo per il ceto medio, che è motore di questa nazione”. La proposta si concentra sulla fascia di reddito tra 50 e 60mila euro, attualmente tassata al 43%, con l’intento di ridurre questa aliquota al 33%. Tuttavia, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha sottolineato che questa misura è subordinata alla disponibilità di risorse, riporta Attuale.
Meloni ha inserito l’Irpef in una strategia fiscale più ampia, sottolineando le numerose riduzioni fiscali già attuate: “Abbiamo tagliato le tasse sul lavoro, sulla persona con l’Irpef, sulle imprese, alle famiglie, sulla proprietà, ultimo il bollo”. Afferma che la prossima misura non sarà elettorale, ma una scelta strutturale, affermando che “alleggerire il ceto medio serve a tutti”. La sua dichiarazione si propone di equilibrare messaggi di continuità nella politica fiscale e attenzione alle esigenze del ceto medio, che contribuisce significativamente al gettito statale.
La proposta di Leo prevede l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60mila euro, mentre i 10mila euro addizionali verrebbero tassati a questo nuovo tasso invece del 43%. Il vantaggio teorico potrebbe arrivare a circa 1.000 euro l’anno, senza considerare le detrazioni e deduzioni esistenti. Leo ha rimarcato i progressi compiuti nel corso della legislatura, inclusa la riduzione delle aliquote da 4 a 3 e la diminuzione dal 35 al 33% del secondo scaglione dell’Irpef.
Secondo un’analisi dell’Osservatorio 2026 di Itinerari Previdenziali, presentata al Cnel in partnership con Cida, il 18,78% dei contribuenti con redditi oltre 35mila euro versa circa il 65% dell’Irpef complessiva. Includendo anche coloro con reddito tra 29 e 35mila euro, il 30,22% dei contribuenti contribuisce a circa il 78,67% del gettito. Una concentrazione significativa, mentre quasi il 70% dei contribuenti con redditi fino a 29mila euro contribuisce per poco oltre il 21% dell’Irpef, evidenziando la dipendenza del finanziamento statale da questa fascia medio-alta. Tuttavia, è rilevante il dato che circa 9 milioni di contribuenti non versano nulla.
Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, ha espresso che “la redistribuzione senza reciprocità rischia di diventare la grande asimmetria italiana”. Secondo Cuzzilla, è fondamentale evitare che i lavoratori, che contribuiscono con redditi dichiarati, vengano penalizzati permanentemente. Sottolinea anche l’importanza del rapporto tra fiscalità e welfare, avvertendo che la spesa sociale è incrementata significativamente negli ultimi 16 anni senza aver ridotto corrispondentemente le aree di povertà. Propone di “redistribuire meglio” le risorse, aumentando il contrasto all’evasione fiscale e concentrando i fondi sui reali bisogni.
Cida mette in guardia anche sugli effetti-soglia, in cui l’innalzamento del reddito può portare alla cancellazione di detrazioni e bonus. Cuzzilla definisce questa asimmetria una “benefit trap”, dove l’aumento del reddito lordo non sempre si traduce in un incremento del reddito disponibile. Si suggerisce quindi di rivedere le soglie ISEE e creare una banca dati unica dell’assistenza per monitorare i beneficiari.
Tuttavia, la questione principale rimane quella finanziaria. Leo ha chiarito che la copertura è essenziale per l’attuazione della proposta. La manovra fiscale è già complessa, coinvolgendo aspetti dell’Irpef, del bollo, ell’offerta ai giovani, delle pensioni, della sanità e della cedolare sugli affitti commerciali. La riduzione dell’aliquota al 33% per i redditi fino a 60mila euro assume un significato simbolico, evidenziando la volontà del governo di spostare alcuni benefici fiscali dalle fasce già protette verso il ceto medio, pur affrontando il paradosso di come alleggerire chi già finanzia una parte rilevante del sistema senza compromettere le risorse necessarie al sostegno dello stesso.