Il ritorno dell’energia nucleare in Italia: il ministro Pichetto Fratin annuncia i prossimi passi
Una svolta storica segna il futuro dell’energia in Italia, con il governo che prevede l’introduzione dei primi mini-reattori nucleari entro sei o sette anni. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, esprime soddisfazione per l’approvazione della legge delega da parte del Parlamento, sottolineando che i decreti attuativi arriveranno entro la fine dell’anno, riporta Attuale.
Il ministro ha insistito sulla necessità di stabilire regole chiare riguardo alle procedure di autorizzazione e alla localizzazione degli impianti, menzionando l’importanza di garantire i livelli di sicurezza e di creare un’agenzia conforme alle normative europee e internazionali. Pichetto Fratin ha anche sottolineato la necessità di affrontare il problema della gestione dei rifiuti radioattivi, affermando: “Dobbiamo risolvere la questione del deposito dei rifiuti, un tema che richiede massima trasparenza”.
L’attenzione si è poi spostata sul perché i cittadini dovrebbero fidarsi dei nuovi reattori. “Questi sono molto più piccoli e progettati con livelli di sicurezza estremi. Ma dobbiamo dimostrare con dati e calcoli che è una scelta valida”, ha dichiarato. Pichetto ha anche ricordato che il Piemonte, sua regione d’origine, è situata a soli cento chilometri dalle centrali nucleari francesi, segnalando che non esiste alternativa all’atomo per soddisfare la crescente domanda energetica.
“Attualmente produciamo circa 260 terawattora di elettricità e ne importiamo 50, principalmente da fonti nucleari”, ha proseguito. Con le proiezioni che suggeriscono un incremento del fabbisogno energetico di almeno 150 terawattora nei prossimi dieci-quindici anni, Pichetto Fratin ha messo in dubbio se continuare a dipendere dalle importazioni o se aumentare la produzione termoelettrica.
Ha poi riconosciuto l’importanza delle fonti rinnovabili, ma ha evidenziato che queste devono essere integrate con produzioni programmabili, in grado di garantire energia disponibile anche nelle ore di assenza di sole o vento. “Non possiamo basarci esclusivamente sulle rinnovabili”, ha affermato, citando il caso della Spagna e i blackout che ha affrontato.
Riguardo ai costi di un mini-reattore, il ministro ha menzionato che ci sono variabili legate alla grandezza, stimando i costi tra 8.000 e 12.000 euro al kilowatt. “Se si considera anche l’integrazione con le batterie, il nucleare diventa più competitivo rispetto al fotovoltaico, che ha una vita utile di circa 15 anni confrontata con i 60 anni degli impianti nucleari”, ha aggiunto.
Le preoccupazioni si spostano anche sul come persuadere i Comuni ad accettare la costruzione degli impianti nucleari. Pichetto Fratin ha dichiarato che il futuro governo dovrà operare con massima trasparenza e chiarezza, ma anche con la decisione di affrontare le scelte politiche per garantire un’industria manifatturiera competitiva. “Scegliamo se vogliamo un’economia sviluppata o arretrata”, ha messo in evidenza.
Infine, Pichetto Fratin ha ribadito che l’Italia possiede competenze notevoli nel settore nucleare, con aziende come Ansaldo Energia, Enel e Leonardo all’avanguardia in progetti di ricerca. “Il nucleare può diventare una filiera produttiva importante per l’Italia”, ha concluso, lasciando aperta la questione se l’implementazione del nucleare possa portare a un abbassamento delle bollette energetiche.