Indagine riaperta per l’omicidio di David Rossi: la moglie chiede giustizia
L’indagine sulla morte di David Rossi, manager della comunicazione di Banca Mps morto dopo un volo dalla finestra il 6 marzo 2013, è stata riaperta con la qualifica di omicidio. Antonella Tognazzi, moglie di Rossi, esprime soddisfazione per il riconoscimento che “l’hanno ucciso”. Questa è la prima volta che la Direzione distrettuale antimafia di Firenze procede per omicidio, dopo due archiviazioni per suicidio a Siena. Tognazzi auspica che gli inquirenti indaghino con rigore per far luce sulla morte del marito, “giungendo a individuare i responsabili”, riporta Attuale.
Il caso di Rossi è al centro di una commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gianluca Vinci, con esperti e familiari che continuano a richiedere verità e giustizia. “Massima fiducia in questa procura, sperando che si attivi in maniera diligente”, afferma Tognazzi. Anche la madre di Rossi, 89 anni, sottolinea il fatto che “è solo da 13 anni che lo dico, David è stato ucciso”. Ranieri Rossi, il fratello, condivide la speranza che il messaggio ‘Verità per David’ possa un giorno essere rimosso dal luogo della tragedia, sottolineando che “lo Stato non è più diviso”.
Negli ultimi mesi, si sono intensificate le ricostruzioni riguardanti la caduta di Rossi, con ipotesi che coinvolgono un presunto mandante e un esecutore dell’omicidio. Tognazzi ammette di essere stata emotivamente scossa da questi sviluppi, ma rifiuta di commentare le specifiche ricostruzioni. “Da 13 anni non alzo la testa”, afferma, evidenziando che nemmeno nei momenti di silenzio non ha smesso di lottare per la verità.
Una istanza presentata alla procura di Siena il 27 febbraio ha spinto la riapertura dell’inchiesta. “La riapertura dell’inchiesta per omicidio era stata chiesta dall’avvocato Carmelo Miceli”, spiega Tognazzi. Le indagini condotte dalla Dda hanno sollevato interrogativi riguardo a una presunta connessione con la ‘ndrangheta e l’oscura questione di una valigetta, così come la gestione di 50 milioni per le sponsorizzazioni di Mps.
Tognazzi risponde in merito alle insinuazioni che la sua lotta possa essere mossa da interessi economici: “Non tutto merita una reazione. È stato difficile non agire d’istinto”. Ribadisce la sua determinazione, affermando di non aver mai pensato di arrendersi. “Ho raccolto tutte le energie che potevo. Questa vicenda lascia ferite incredibili, ma sono orgogliosa di come il nostro impegno venga finalmente riconosciuto”.
Riguardo ai prossimi passi, Tognazzi afferma: “Continuerò a chiedere che si arrivi in fondo a questa storia. Cosa chiedo alla Dda? Che chiunque indaghi prosegua imperterrito a cercare la verità”.
Incredibile che dopo tanti anni finalmente si parli di omicidio! È un segno di speranza per chi cerca giustizia. Antonella merita di sapere la verità. Speriamo che le indagini portino a risultati concreti. Questa storia ha lasciato cicatrici profonde…