Scontro governo-magistratura: Meloni accusa, toghe rispondono con fermezza

29.10.2026 07:15
Scontro governo-magistratura: Meloni accusa, toghe rispondono con fermezza

Lo scontro tra il governo Meloni e la magistratura si intensifica

Il conflitto tra Palazzo Chigi e la magistratura ha raggiunto nuove vette, superando le polemiche del passato, con la premier Giorgia Meloni che accusa il gip di Milano di una decisione «vergognosa» dopo che ha bloccato la convalida dell’arresto di Youssef Siher, accusato di gestire una pagina Telegram che incitava alla violenza. Meloni ha espresso il suo disappunto attraverso un video sui social, sottolineando l’impossibilità di un «Stato normale» nel proteggere i cittadini di fronte a tali scelte giuridiche, riporta Attuale.

Subito dopo, la reazione della maggioranza è stata unanime. Antonio Tajani ha abbandonato il tono moderato, affermando che «rimetterlo in libertà mette in pericolo la sicurezza del Paese». Matteo Salvini ha ironizzato sul nome del liberato, suggerendo paradossi sulla sua origine italiana. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha prima mostrato sorpresa, ma poi ha affermato che una decisione simile non possa essere considerata razionale. Stefania Craxi ha richiamato l’attenzione sul garantismo, affermando che non si può adottare a giorni alterni. I sindacati di polizia hanno manifestato il loro discontento: Domenico Pianese (Coisp) ha definito la scarcerazione uno «schiaffo ai poliziotti», mentre Stefano Paoloni (Sap) ha avvertito che ciò mette a rischio la sicurezza.

Di contro, l’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso solidarietà alla gip coinvolta e denunciato l’«esercizio di intimidazione». Il Tribunale di Milano ha difeso il suo operato, giudicando «irricevibili» le critiche alla decisione del gip. Il clima politico si fa teso, con Elly Schlein, leader del PD, che ha promesso di «mandare a casa la premier», e Gianni Cuperlo che ha descritto Meloni come una figura che «spacca la vetrina dell’istituzione». Anche il Movimento 5 Stelle, attraverso Giuseppe Conte, ha sollevato interrogativi sulla comprensione delle decisioni da parte della premier.

Malgrado le pressioni, Meloni non fa marcia indietro, rivendicando la sua posizione come difesa dei «servitori dello Stato». Durante una conferenza stampa, ha minimizzato la controversia, definendo un errore il suo modo di esprimersi e chiarendo che la sua intenzione era corretta. Rispondendo a chi le chiedeva se credesse nello Stato di diritto, Meloni ha risposto fermamente, affermando che essa implica «difendere la gente perbene dai violenti».

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha mantenuto un approccio cauto, informando che, malgrado la decisione del gip non condivisibile, l’impegno contro la violenza rimane inalterato. Tuttavia, aveva già avvertito che la situazione richiede di mantenere alta l’attenzione nei prossimi fine settimana. I prossimi sviluppi, inclusi potenziali nuovi scontri e disordini, potrebbero avere un impatto significativo sulle aspettative di sicurezza pubblica, e il governo ha già predisposto azioni per attribuire responsabilità in caso di nuove violazioni durante le manifestazioni.

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