La Svizzera rinuncia ai rimborsi per i sopravvissuti di Crans-Montana, il padre di Elisa: “Ammissione di colpa”

04.11.2026 15:45
La Svizzera rinuncia ai rimborsi per i sopravvissuti di Crans-Montana, il padre di Elisa: “Ammissione di colpa”

La scia di polemiche

Le controversie non si limitano al campo economico. Anche la gestione dell’inchiesta da parte degli inquirenti svizzeri ha sollevato polemiche, specialmente per la decisione di avviare indagini formali sugli amministratori pubblici solo in una fase successiva, riguardo al rispetto delle misure di sicurezza nel locale. Questa situazione ha suscitato forti reazioni tra le famiglie delle vittime e nella politica italiana. A seguito del devastante incendio, emerge inoltre una nuova preoccupazione: la possibilità di ottenere giustizia senza beneficiare dei dovuti risarcimenti, riporta Attuale.

Sono in ballo somme enormi, cifre che potrebbero superare le centinaia di milioni di euro. Il Comune di Crans Montana e i coniugi Moretti potrebbero non essere in grado di far fronte a una condanna risarcitoria, lasciando così i risarcimenti solo sulla carta. Di conseguenza, 24 genitori delle vittime hanno deciso di rivolgersi direttamente al Governo del Cantone Vallese, richiedendo un intervento per garantire le finanze necessarie a coprire gli indennizzi.

L’ultimo interrogatorio

Intanto, il processo giuridico procede lentamente. Lunedì si è tenuto l’ultimo interrogatorio di Jacques Moretti, il quale ha cercato di distogliere la responsabilità per la ristrutturazione del Constellation su Julien Beytrison, l’ex proprietario dell’immobile, affermando che “sapeva tutto”. L’imprenditore francese ha cercato di giustificare l’ammodernamento, evidenziando la ristretta scala dell’uscita di sicurezza e la schiuma fonoassorbente, andata a fuoco a Capodanno, applicata sul soffitto dell’interrato. Moretti è attualmente in carcere da metà agosto, accusato di aver picchiato e maltrattato la moglie.

Le reazioni

Sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno manifestato “grande soddisfazione” per la decisione svizzera di rinunciare alla richiesta di pagamento delle spese mediche. “Il mio pensiero – ha dichiarato Meloni – va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso”. Umberto Marcucci, padre del sedicenne Manfredi, ha commentato la decisione come “un bel segnale di rinnovata vicinanza”. Anche il padre di Elisa, quindicenne di Biella, sopravvissuta al rogo, ha interpretato la scelta come “una specie di ammissione di colpa per la Svizzera”.

“È una decisione giusta e attesa – ha aggiunto l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale di Sofia Donadio, sedicenne milanese sopravvissuta – coerente con la solidarietà dimostrata dall’Italia fin dalle prime ore. Un segnale importante di attenzione alle vittime”. Intervengono anche familiari di altre vittime di tragedie passate, come Michele Altadonna, che ha perso un fratello nel crollo del ponte Morandi a Genova: “Rinunciare a quei soldi non è un regalo, non era una concessione speciale, era il minimo sindacale sul piano morale, umano e della decenza istituzionale”.

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