Astensionismo alle elezioni regionali in Toscana e Calabria: cause politiche e ostacoli pratici

07.11.2025 01:45
Astensionismo alle elezioni regionali in Toscana e Calabria: cause politiche e ostacoli pratici

Calabria e Toscana: l’astensionismo elettorale segna un nuovo record

Roma, 7 novembre 2025 – I risultati delle elezioni regionali in Toscana e Calabria hanno evidenziato il persistente e preoccupante calo della partecipazione elettorale, con un’affluenza ferma al 47,73% in Toscana e al 43% in Calabria. In precedenti elezioni europee, la partecipazione si era attestata sotto il 50%. Il fenomeno dell’astensionismo si rivela complesso, influenzato da un “fattore sfiducia” verso la qualità dell’offerta politica e la difficoltà di coinvolgere segmenti della popolazione che non credono più nella politica. Tuttavia, vi sono anche altre motivazioni, riporta Attuale.

Secondo uno studio Ipsos recente, il cosiddetto “astensionismo involontario” incide significativamente, non per sfiducia, ma a causa di ostacoli materiali che impediscono agli elettori di raggiungere le urne. Più di 9 milioni di cittadini non possono votare per vari motivi, rappresentando quasi il 60% dei 15,4 milioni di elettori che alle Politiche del 2022 si sono astenuti. Tra di essi, 4,2 milioni sono anziani, disabili o persone con disagi psichici, mentre 4,9 milioni sono lavoratori o studenti lontani dalla propria residenza; di questi, 1,9 milioni devono affrontare viaggi superiori a quattro ore per poter votare.

Riguardo alle elezioni regionali, il problema si fa ancora più evidente. In Toscana, gli iscritti alle liste elettorali erano 3.021.596, con il 6,7% residente all’estero; nelle Marche, il 12,4% degli 1.331.697 iscritti vive fuori Italia; in Calabria, il dato arriva al 21,7% dei 1.895.752 potenziali elettori. Per queste persone, tornare in Italia per votare rappresenta un onere considerevole e costoso, il che spiega il basso tasso di partecipazione.

Per affrontare il problema dei “fuori sede”, due anni fa la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge delega Voto dove vivo, proposta da Marianna Madia. Tuttavia, il Senato non ha ancora adottato alcun provvedimento. Si sono svolte due sperimentazioni, in occasione delle elezioni europee e dei referendum di giugno, che hanno dimostrato la fattibilità di tale soluzione, suggerendo che esiste una chiara volontà politica per risolvere questa questione. L’approvazione della legge Voto dove vivo è quindi una priorità immediata.

Più complesso è, invece, affrontare le necessità del macro-gruppo di astensionisti involontari influenzati da disabilità fisiche o mentali. Paesi come gli Stati Uniti e molte nazioni europee hanno implementato diverse modalità di voto, tra cui il voto anticipato, quello per corrispondenza, la delega a terzi e il voto elettronico. Queste misure hanno dimostrato che non esistono ostacoli tecnici insuperabili e che la correttezza delle operazioni di voto può essere garantita.

Tali esperienze offrono all’Italia un valido esempio da cui trarre spunto per sviluppare soluzioni efficaci. Sebbene nessuna di queste alternative possa annullare completamente l’astensionismo, che in parte è determinato da scelte legittime di non partecipare, esse rappresentano strumenti potenzialmente in grado di restituire il diritto di voto a milioni di cittadini. L’introduzione di tali misure potrebbe costituire un significativo passo avanti per il rafforzamento della democrazia nel nostro Paese.

* Europarlamentare del Partito Democratico

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