Aumento esponenziale di merci contraffatte e di contrabbando in Argentina sotto la presidenza Milei

31.08.2026 14:55
Aumento esponenziale di merci contraffatte e di contrabbando in Argentina sotto la presidenza Milei

Contrabbando e merci contraffatte in aumento in Argentina sotto la presidenza di Javier Milei

Negli ultimi due anni, l’Argentina ha visto un notevole incremento del contrabbando e delle merci contraffatte, inclusi vestiti, scarpe, alcolici, cibo, sigarette e prodotti elettronici, in particolare telefoni cellulari, immesse nel mercato locale senza seguire i canali legali di importazione. Questa escalation è stata in gran parte attribuita alle politiche economiche ultraliberiste del presidente Javier Milei, secondo quanto riporta Attuale.

Milei ha avvallato il peso argentino, rendendo più conveniente l’acquisto di beni dall’estero, e ha semplificato i controlli sulle importazioni con l’obiettivo di dinamizzare l’economia tramite l’apertura ai commerci internazionali. Tuttavia, ciò ha favorito il contrabbando, poiché i produttori locali faticano a competere con prezzi più bassi dei beni illegali, e molti sono stati costretti a chiudere. Nonostante i segnali di allerta, il governo sembra indifferente a questa crisi.

Secondo la società di consulenza MAP, nel 2025 l’Argentina ha perso due miliardi di euro in imposte doganali non incassate, equivalenti allo 0,3% del PIL nazionale. La Camera di commercio stima che il 40% delle birre e il 30% degli pneumatici venduti siano di contrabbando, mentre la quota dei telefoni cellulari importati illegalmente è aumentata dal 7% del 2023 a un terzo attuale.

In parallelo con il contrabbando di beni di marca, si è assistito a un incremento dei prodotti contraffatti, che approfittano dei canali di vendita informali. Questa situazione è il risultato di politiche monetarie che, dall’inizio della presidenza di Milei, hanno fortificato il peso, avvicinando il tasso di cambio informale a quello ufficiale. Ciò ha reso più costosi i prodotti sul mercato locale, incentivando così il contrabbando, specialmente nelle province di confine come Salta e Corrientes, dove sono sorti mercati paralleli per l’acquisto di beni esteri.

In aggiunta, è stata abolita una norma governativa che stabiliva valori di riferimento per i prodotti importati, con l’intento di combattere la corruzione e facilitare l’apertura commerciale. Tuttavia, questo ha avuto un effetto collaterale indesiderato, rendendo più facile eludere i dazi doganali sottostimando il valore delle merci nelle fatture: questo ha consentito agli importatori di vendere a prezzi nettamente inferiori, aggirando il pagamento delle tasse.

Le aziende tessili argentine denunciano che è impossibile competere contro questa concorrenza illecita, mentre gli importatori che rispettano le regole si ritrovano con magazzini pieni, poiché i loro prodotti hanno costi significativamente più elevati. Inoltre, è stata eliminata l’esigenza di un timbro doganale fisico, sostituito da un sistema digitale facilmente aggirabile, il quale ha ulteriormente favorito l’ingresso di merci contraffatte nel mercato.

Un altro canale di ingresso è rappresentato dall’espansione dell’e-commerce, che ha visto un aumento del 300% nel 2025, complicando i controlli doganali. Il governo ha previsto importazioni tramite questi siti con tasse ridotte o nulle, originariamente pensate per acquisti personali ma sfruttate anche da negozi e piccole aziende.

Questa situazione non è priva di rischi per la salute pubblica: molti thermos, popolari in Argentina per il mate, non rispettano gli standard di sicurezza e contengono metalli tossici. Inoltre, il contrabbando e la concorrenza sleale influiscono sull’agricoltura locale, dove i prodotti esteri a basso costo rendono difficile la vendita di frutta e verdura locali, spingendo i produttori a rinunciare alla raccolta.

Il governo ha mostrato fino ad ora una resistenza nel rivedere queste misure, e i controlli alle frontiere rimangono limitati. Contrabbando e concorrenza sleale sono considerati effetti collaterali accettabili per l’apertura di un’economia precedentemente molto chiusa, con la prioritizzazione della riduzione dei prezzi per i consumatori. Durante un discorso al parlamento, Milei ha affermato: «Se un’azienda locale non riesce a competere, fallisce e licenzia i dipendenti. Ma i consumatori risparmiano, potendo così acquistare altri beni, generando nuovi posti di lavoro in settori più produttivi». Le lamentele del settore industriale sono state etichettate come tentativi di difendere privilegi di categoria, consolidando la visione ultraliberista del presidente.

1 Comment

  1. Incredibile come la situazione in Argentina sia così simile a quello che viviamo in Italia. Qui da noi il contrabbando non è da meno, ma non ci aspettavamo di vedere tassi così elevati!!! La politica di Milei sembra solo favorire i raggiri… e i produttori locali? Massacrati! Che tristezza!

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