Islanda respinge l’adesione all’Ue: trionfa il No nel referendum
Il referendum in Islanda si è concluso con una netta vittoria del No, con gli elettori che hanno scelto di non riaprire i negoziati con l’Unione Europea per un’eventuale adesione del Paese. Come in precedenza con la Brexit, il tema centrale è stato quello della pesca, che ha influenzato la decisione degli islandesi. La Commissione Europea ha preso atto del risultato, dichiarando il rispetto per la scelta del popolo islandese, che “rimane uno stretto partner dell’Unione europea”, riporta Attuale.
Dalla sede europee a Bruxelles, i funzionari non si erano espressi pubblicamente prima del voto, mantenendo una posizione cauta nonostante le aspettative per un voto a favore del Sì. Un portavoce della Commissione ha nuovamente confermato il rispetto per la decisione degli islandesi, sottolineando che l’Islanda continuerà a collaborare strettamente con l’Unione attraverso lo Spazio Economico Europeo. Tuttavia, il portabandiera del Consiglio Europeo, António Costa, ha fatto sapere che la questione della pesca, un settore chiave per l’economia islandese, è rimasta un ostacolo significativo durante i colloqui di adesione già nel 2013.
Con il risultato del referendum, i populisti europei hanno festeggiato la vittoria del No, interpretandola come un affermazione di nazionalismo. Nigel Farage, figura centrale della Brexit, ha fatto sentire il suo sostegno agli islandesi, congratulandosi per il mantenimento della propria indipendenza. Anche Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra francese, ha accolto con favore il risultato, sottolineando che i popoli devono avere la libertà di decidere del proprio futuro senza imposizioni esterne.
Le Pen ha dichiarato che questa vittoria dimostra la possibilità di un’Europa formata da nazioni sovrane che cooperano su basi volontarie. In un contesto di crescente federalismo, il leader della Lega ha posto domande sui successi dell’Unione, interrogandosi sul motivo per cui un progetto così vantaggioso non viene accolto dai cittadini. L’eurodeputato Nicola Procaccini ha invitato l’Unione a riflettere su come migliorare il rispetto della sovranità e l’efficacia delle sue politiche, evidenziando una crescente sfiducia nel progetto di integrazione europea da parte di Stati considerati prosperi e democratici.