60 anni dall’alluvione di Firenze: il ricordo di Gualtiero Bassetti
Gualtiero Bassetti, 84 anni, ha vissuto momenti indimenticabili nella sua lunga carriera ecclesiastica, tra cui il devastante alluvione di Firenze avvenuto il 4 novembre 1966. Originario di Marradi e con una formazione fiorentina, Bassetti è stato vescovo di Massa Marittima-Piombino, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 2017 al 2022. Il suo ricordo dell’alluvione è vivido e segnato da un forte senso di responsabilità, riporta Attuale.
Interrogato su cosa provi nel rievocare quei momenti, Bassetti ha dichiarato: “Non è il ricordo di un evento, ma qualche cosa di forte che è capitato nella vita e che rimane ormai presente in te; fa parte della tua persona; quindi, quando ripenso all’alluvione, la rivivo”.
La sua prima impressione fu di incredulità di fronte a un disastro inaspettato. “Ho rischiato tanto perché la parrocchia di San Salvi era circondata dalle mura di un manicomio. Non ci eravamo accorti che era diventato una diga che tratteneva enormi quantità d’acqua e fango”, ha raccontato. Di fronte al pericolo rappresentato da un deposito di carburo, Bassetti e altri giovani intervennero per salvare la situazione: “Con una mazza abbiamo divelto la saracinesca e pacco per pacco abbiamo scaricato lontano questi 36 voluminosi contenitori, liberando un quartiere”.
Riflettendo sul periodo, ha condiviso esperienze di lavoro di squadra con il parroco di allora e altri parrocchiani, sottolineando l’importanza dell’unità in quei momenti drammatici. “Erano i miei ragazzi, guai a chi me li toccava”, ha aggiunto, facendo riferimento ai giovani attivi durante l’emergenza. Bassetti ha poi commentato la difficoltà di quella situazione, derivante dalla scarsa consapevolezza dei pericoli imminenti: “Non sapevamo nulla del lago che stava alle nostre spalle, e quando le mura crollarono, eravamo già riusciti a mettere in salvo le persone”.
Quando gli è stato chiesto se gli piacesse essere definito “Angelo del fango”, ha risposto: “Io di fango ne ho preso tanto, mi sono veramente infangato. Ma io ero il viceparroco e quindi l’ho vissuto nella mia responsabilità”. Durante l’emergenza, ci furono anche momenti di comicità, come un episodio con Giorgio La Pira, che in un momento di caos cercava di portare aiuti umanitari attraverso una situazione surreale di quarantena amministrativa.
Infine, parlando della resilienza della comunità fiorentina, Bassetti ha espresso preoccupazione per la mancanza di spirito di unità che caratterizzò l’epoca post-bellica: “Temo di no. Non perché manchi la generosità, ma quel sentimento di unità che ci ha unito durante l’alluvione di Firenze non c’è più, almeno per come la vedo”.