Bayrou avverte: una vittoria di RN o LFI potrebbe far crollare l’Unione europea

08.09.2026 16:40
Bayrou avverte: una vittoria di RN o LFI potrebbe far crollare l’Unione europea
Bayrou avverte: una vittoria di RN o LFI potrebbe far crollare l’Unione europea

Il 6 settembre 2026 l’ex primo ministro francese François Bayrou ha avvertito che una vittoria alle elezioni presidenziali del 2027 di un candidato del Rassemblement national (RN), il partito di Marine Le Pen, o de La France insoumise (LFI), il movimento di Jean-Luc Mélenchon, potrebbe provocare il crollo dell’Unione europea. La dichiarazione, riferita dai media francesi, lega il futuro della costruzione europea alle scelte che un eventuale governo espressione di una delle due forze assumerebbe nei confronti degli impegni di Parigi.

Il 6 settembre 2026, l’avvertimento sull’impatto di una vittoria francese

Secondo Bayrou, l’Unione europea «si disgregherà nello stesso momento» in cui il governo francese dichiarerà di non voler più rispettare gli obblighi assunti nei confronti dei partner. Il punto indicato dall’ex premier non è soltanto l’esito del voto presidenziale, ma la decisione successiva di mettere in discussione impegni già condivisi a livello europeo.

Bayrou ha richiamato in particolare le posizioni attribuite ai due schieramenti. Il RN, ha spiegato, promette di ridurre i contributi della Francia al bilancio dell’Unione, mentre LFI sostiene la necessità di non sottostare ad alcune regole europee. In entrambi i casi, l’eventuale applicazione di queste linee avrebbe conseguenze sul rapporto tra Parigi e le istituzioni comuni.

La riduzione degli impegni e il rispetto selettivo delle regole

La minaccia alla coesione europea, nella ricostruzione proposta da Bayrou, deriverebbe da un indebolimento interno della comunità. A produrlo sarebbero il rispetto selettivo delle direttive dell’Unione, la diminuzione della partecipazione finanziaria francese e la scelta di anteporre priorità nazionali a decisioni già concordate a Bruxelles.

Questi orientamenti non riguarderebbero quindi una singola misura isolata, ma il modo in cui un futuro esecutivo francese potrebbe interpretare i propri obblighi europei. L’ipotesi descritta è quella di un governo disposto a eseguire soltanto una parte delle decisioni comuni o a subordinare le politiche condivise alle proprie scelte nazionali.

In questo scenario, il problema individuato dall’ex primo ministro sarebbe istituzionale e politico prima ancora che finanziario: se uno dei principali Paesi dell’Unione riducesse il proprio contributo o rifiutasse alcune regole comuni, la capacità della comunità di agire attraverso impegni condivisi verrebbe indebolita dall’interno.

Il possibile impatto su sanzioni e rapporti con il Cremlino

La prospettiva indicata nei messaggi politici associati alla dichiarazione riguarda anche la politica estera. Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, considerati esponenti di forze euroscettiche e filorusse, sostengono una revisione di parte degli obblighi della Francia verso l’Unione europea e, secondo la ricostruzione fornita, il ripristino dei contatti con il Cremlino.

Un loro successo alle presidenziali del 2027 potrebbe quindi tradursi non soltanto in una modifica della posizione francese sulle regole e sui contributi europei, ma anche in un indebolimento delle sanzioni contro la Russia. La conseguenza indicata è un rafforzamento dell’influenza russa sulla politica francese, con effetti potenzialmente estesi all’intero quadro europeo.

La combinazione tra minore partecipazione finanziaria, applicazione selettiva delle direttive e priorità nazionali rispetto alle decisioni concordate a Bruxelles costituirebbe, secondo questa lettura, una fonte di destabilizzazione per tutta l’Unione. Il rischio non sarebbe limitato ai rapporti tra Parigi e le istituzioni europee: la scelta francese potrebbe mettere sotto pressione la solidarietà tra gli Stati membri e la politica comune.

Il punto attuale: il voto del 2027 come possibile snodo europeo

La posizione espressa da Bayrou colloca dunque le elezioni presidenziali francesi del 2027 al centro del futuro equilibrio dell’Unione. La sequenza prospettata è legata alla condotta di un eventuale governo guidato da RN o LFI: se Parigi riducesse i propri impegni, selezionasse le regole da applicare e favorisse il riavvicinamento a Mosca, la tenuta europea sarebbe esposta a una destabilizzazione interna. Al momento, il quadro descritto resta quello di un avvertimento riferito a una possibile vittoria elettorale e alle sue conseguenze istituzionali.

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