Burnham si distacca da Starmer e annuncia misure contro il carovita

21.07.2026 17:55
Burnham si distacca da Starmer e annuncia misure contro il carovita

Burnham annuncia misure contro il costo della vita e promette radicali cambiamenti come nuovo Primo Ministro

Andy Burnham, il nuovo primo ministro britannico da lunedì, sta rapidamente tracciando una rotta differente rispetto al suo predecessore Keir Starmer. Da quando Starmer è diventato così impopolare all’interno del partito da compromettere la sua governabilità, la questione centrale ora è quanto Burnham sarà disposto a deviare dal programma elettorale laburista vincente del 2024, che in ultima analisi è quello di Starmer, dato che egli era il leader. Questa dinamica è particolarmente rilevante in un contesto politico già instabile, riporta Attuale.

Burnham ha già mostrato la sua intenzione di fare le cose in modo diverso, evidenziata in particolare dai provvedimenti economici e dalla composizione del governo, che ha escluso i ministri più fedeli a Starmer. Tra le sue prime mosse, spicca l’intensione di affrontare il crescente costo della vita, un tema che ha preso il posto dell’immigrazione come priorità principale per gli elettori. Una delle misure immediate prevede l’abolizione dell’IVA sulle bollette dell’elettricità per un anno, con l’obiettivo di abbattere il costo medio annuale per famiglia di circa 53 euro. Questa scelta rappresenta un significativo impegno finanziario per il governo, con un costo stimato vicino a un miliardo di euro, contrariamente all’impopolare taglio ai sussidi per i pensionati voluto da Starmer.

Nel suo primo discorso da premier, Burnham ha promesso di azzerare il numero di senzatetto nel Regno Unito. Prima della nomina, ha visitato un’associazione di aiuto ai senzatetto a Londra, sottolineando la sua volontà di rimanere connesso alla realtà delle difficoltà quotidiane. Anche se durante il suo mandato da sindaco della zona metropolitana di Manchester aveva fatto promesse simili, il numero di senzatetto nella città è aumentato, sebbene sia comunque più basso rispetto ai livelli pre-2017.

Una delle novità importanti sotto la guida di Burnham è la segretezza attorno alla composizione del nuovo governo, che ha alimentato speculazioni fino alla fine della settimana passata. Infatti, tutto il personale più vicino a Starmer è stato rimosso, compresa l’ex ministra delle Finanze Rachel Reeves. I pochi ministri riconfermati sono individui che hanno contribuito alla caduta di Starmer. Tra questi ci sono Ed Miliband, nominato ministro degli Esteri, e Shabana Mahmood, che continuerà come ministra dell’Interno.

La scelta di Mahmood suggerisce che Burnham appoggia le sue rigide politiche migratorie, mentre la nomina di Miliband indica una potenziale evoluzione nelle relazioni internazionali, in particolare riguardo al Medio Oriente, area nella quale sembra essere sensibile alla causa palestinese. Recentemente, Burnham ha anche espresso rammarico per la posizione cauta dei laburisti sulla questione del conflitto israelo-palestinese, una strategia che aveva danneggiato elettoralmente il partito. Si ricorda, ad esempio, l’intervista di Starmer nel 2023 in cui affermò che Israele avesse il diritto di bloccare forniture vitali alla Striscia di Gaza.

Nel nuovo governo compaiono anche ex ministri rimossi o dimissionari durante il mandato di Starmer. Angela Rayner, una figura di spicco dell’ala sinistra, torna al Ministero delle Infrastrutture, mentre Wes Streeting, uno dei più accesi critici interni di Starmer che ha sostenuto Burnham, è stato nominato ministro della Difesa. John Healey, ora ministro delle Finanze, rappresenta una figura chiave, di grande esperienza, e la sua nomina è considerata strategica per mantenere un certo equilibrio con il ruolo di Burnham.

Comunque, la nomina di Healey porta con sé la necessità di affrontare questioni delicate di bilancio pubblico. Il margine di manovra per il governo appare limitato, e non è ancora chiaro come Burnham e Healey intendano finanziare le loro promesse, compresa l’impegno di non aumentare le tasse. La gestione delle spese pubbliche rimarrà una questione centrale che il nuovo primo ministro dovrà affrontare prontamente.

Burnham si trova ora davanti a una decisione cruciale: mantenere promesse elettorali conservative o intraprendere un percorso che possa distaccarsi dai precedenti impegni del partito. Le prime misure e la composizione del governo suggeriscono una volontà di cambiamento, in linea con la richiesta di un nuovo tipo di leadership all’interno del Labour, evitando di ripetere errori del passato e promettendo un futuro di riforme significative.

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