Dimissioni di Bignami e boicottaggio dell’opposizione nella Commissione Covid
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, si è dimesso dal suo ruolo di commissario per essere audito, aprendo la strada all’audizione di Giuseppe Conte prevista per il 4 agosto. Tuttavia, Pd, M5s, Avs e Italia Viva hanno boicottato la seduta, evidenziando una presunta incompatibilità con il fatto che FdI interrogasse i propri membri, riporta Attuale.
Bignami, audito dalla Commissione Covid, ha contestato il governo giallorosso, sottolineando che attivare il piano pandemico del 2006 avrebbe significato «autodenunciarsi». L’audizione ha avuto luogo in una sala semideserta, dato il ritiro dell’opposizione, la quale ha descritto la situazione come «desolante» e «totalmente inutile ai fini dell’inchiesta», accusando i membri di Fratelli d’Italia di voler trasformare la Commissione in un «palcoscenico propagandistico».
La contestazione dei piani di emergenza e la disponibilità di Conte
La decisione di Bignami di dimettersi è stata motivata dal bisogno di rimuovere l’incompatibilità ed inviare un messaggio al leader del M5s, Giuseppe Conte, che ha risposto all’invito di essere ascoltato. Tuttavia, Conte ha chiesto di poter riavere il suo posto una volta conclusa l’audizione. Dopo aver ottenuto garanzie dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, Conte ha confermato la sua disponibilità per il 4 agosto.
Le accuse riguardo la trasparenza del governo Conte II
Uno dei temi centrali proviene dalla difficoltà di accesso ai documenti vitali durante la pandemia. In particolare, Bignami ha dichiarato che il piano pandemico segreto era stato concepito nel febbraio 2020 e che il governo non lo aveva mai aggiornato, malgrado contenesse misure efficaci contro il coronavirus. La propria denuncia ha spinto Bignami a presentare un ricorso al Tar contro il ministero della Salute, sostenendo che le autorità abbiano tentato di nascondere questi documenti cruciali.
Le responsabilità nascoste nella gestione della pandemia
Bignami ha messo in luce altre irregolarità, come il fatto che il piano anti-Covid fosse tratto da un documento mai aggiornato e che fosse stato predisposto un resoconto della task force, istituita nel gennaio 2020, senza una struttura formalmente riconosciuta. Ha evidenziato che i membri della task force erano spesso gli stessi soggetti responsabili dell’aggiornamento del piano, suggerendo una volontà di occultamento delle responsabilità.
Le dichiarazioni contro il governo e la reazione del Pd
Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha dichiarato che sarà «inevitabile» istituire una nuova Commissione d’inchiesta sulla Commissione Covid nella prossima legislatura. Ha evidenziato la mancanza di rilevanza di Bignami nella gestione pandemica, evidenziando che l’attuale Commissione è diventata uno strumento di lotta politica e un mezzo di auto-rappresentazione del partito di maggioranza.