Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, 79 anni, ex parlamentare e ministro, esprime la sua lotta contro il tumore in un’intervista a Il Giornale. «All’inizio è stata durissima. Il tumore mi ha colto di sorpresa, non ho dormito per tante notti. Ora è subentrata la speranza. E la speranza cambia le cose», riporta Attuale.
«Andrò in purgatorio»
Mastella racconta della sua angoscia dopo la diagnosi, condividendo i pensieri su famiglia e futuro. «Pensavo ai miei nipoti, pensavo che avrei dovuto lasciarli. Cercavo di immaginare le loro vite senza di me. Pensavo ai figli. La paura di non poter assistere a momenti importanti delle loro vite mi travolgeva. Penso alla morte come a qualcosa di inevitabile, con la speranza di superare la barriera. Come immagino l’aldilà? Andrò in purgatorio. Parte alta. Non in paradiso, per un politico il paradiso è impossibile. È successo a Tommaso Moro, forse a De Gasperi. Solo a loro. Non temo l’inferno perché non ho fatto del male. Io sono una persona buona», spiega a Hoara Borselli.
«Questo tumore si può sconfiggere? Mi hanno detto di sì. Ma non so se me lo dicono solo per farmi coraggio»
Mastella affronta anche le sue battaglie giudiziarie, rivelando la difficoltà di perdonare. «Da cattolico però devo perdonare. Me lo impone Dio. Sul punto di morte lo farò con grande fatica. Spero che si siano redenti loro. Ma quando vedo le loro carriere, capisco che non è così. Non si sono redenti». Impegnato nel riflettere sulle scelte del passato, nota un rimpianto: «Ebbi l’offerta di fare il ministro dell’Agricoltura e invece ho voluto fare il ministro della Giustizia. Mia moglie mi dice sempre: se avessi scelto l’agricoltura quanti dolori avremmo evitato». Riguardo alla possibilità di sconfiggere il tumore, afferma: «Mi hanno detto di sì. Però non so se me lo dicono solo per farmi coraggio».