Genitori di Anna Rosa Bartolotta denunciano tre ospedali dopo la morte per difterite

26.08.2026 05:45
Genitori di Anna Rosa Bartolotta denunciano tre ospedali dopo la morte per difterite

I genitori di Anna Rosa Bartolotta denunciano tre ospedali dopo la morte della bambina per difterite

I genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni non vaccinata morta il 20 agosto per difterite, hanno deciso di passare al contrattacco. Attraverso l’avvocato Luigi Marrandino, del foro di Napoli Nord, hanno presentato alla Procura una denuncia querela contro i tre ospedali che avevano in cura la piccola dal 13 al 20 agosto: il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei Bambini, struttura che fa comunque capo al Civico, riporta Attuale.

Secondo la ricostruzione del legale, Anna Rosa sarebbe stata sottoposta a interventi invasivi che ne avrebbero peggiorato le condizioni, fino a portarla alla morte. “Stando al racconto dei genitori – dice il legale – alla piccola Anna Rosa sarebbero state diagnosticate patologie errate da parte dei medici”. Le cartelle cliniche, sequestrate nei giorni scorsi, saranno il punto di partenza per ricostruire cosa sia successo davvero in quei sette giorni di ping-pong tra un ospedale e l’altro. Nell’esposto si chiede di non fermarsi all’accertamento della causa del decesso – ormai confermata dall’Istituto Superiore di Sanità – ma di andare a fondo sulle responsabilità del personale sanitario coinvolto. Decisivo sarà l’esito dell’autopsia, in programma oggi, che dovrà ricostruire nel dettaglio la sequenza clinica precedente alla morte. La famiglia ha nominato come consulente di parte il professor Maurizio Municinò, specialista in medicina legale, igiene e prevenzione.

Si apre così un nuovo fronte giudiziario, che si affianca a quello già aperto a carico dei genitori, iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo per omissione: non una semplice imprudenza, secondo l’accusa, ma l’aver mancato di attivarsi per scongiurare un evento prevedibile. Alla base di tutto, la scelta di non vaccinare la figlia, maturata dalla convinzione, basata su una credenza ampiamente smentita dalla scienza, che l’immunizzazione fosse legata all’autismo diagnosticato a un nipote.

A complicare il quadro giudiziario è l’apertura di un fascicolo parallelo da parte della Procura per i Minori di Palermo, che starebbe valutando la posizione della coppia anche sul fronte della responsabilità genitoriale. Un approfondimento nato dal fatto che pure gli altri fratelli di Anna Rosa non risultavano vaccinati per lo stesso pregiudizio. Sul fronte sanitario, l’Asp di Palermo ha già sottoposto a profilassi con antibiotico e vaccino anti-difterite 17 persone tra familiari e vicini di casa della bambina, nell’ambito dell’indagine epidemiologica avviata per ricostruire ogni contatto avuto da Anna Rosa. Un cordone sanitario necessario, mentre negli ambulatori cittadini si registra una vera corsa alle vaccinazioni: nella settimana successiva al decesso le somministrazioni di esavalente sono cresciute del 70%, quelle di richiamo addirittura del 211%.

La Sicilia è in fondo alle statistiche nazionali sulla copertura vaccinale. In questo clima si inserisce l’appello dell’infettivologo Matteo Bassetti, che ha chiesto di valutare un rinvio dell’apertura delle scuole primarie a Palermo, per dare il tempo alle autorità sanitarie di verificare lo stato vaccinale di tutti gli iscritti e completare, dove necessario, i richiami mancanti.

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