Condanna all’ergastolo per Salvatore Montefusco per il duplice omicidio della moglie e della figliastra a Castelfranco Emilia

16.09.2025 06:45
Condanna all'ergastolo per Salvatore Montefusco per il duplice omicidio della moglie e della figliastra a Castelfranco Emilia

La Corte d’Assise d’Appello di Bologna condanna a ergastolo Salvatore Montefusco per un duplice omicidio

Nessuno sconto, nessuna attenuante, ma una condanna all’ergastolo e a un anno di isolamento. È la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna nei confronti del 73enne Salvatore Montefusco, che il 13 giugno 2022 uccise a fucilate la moglie Gabriela Trandafir, 47 anni, e la figlia della donna, Renata, 22 anni, a Castelfranco Emilia nel Modenese. La sentenza a 30 anni emessa nel 2024 in primo grado aveva sollevato polemiche e indignazione bipartisan. La Corte d’Assise ha ricostruito un contesto di grave conflitto tra Montefusco e le due vittime, caratterizzato da denunce reciproche e con l’udienza di separazione fissata per il giorno successivo, riporta Attuale.

La Corte ha ribaltato la precedente sentenza dopo l’impugnazione della pubblica accusa, sottolineando che non si è trattato solo di un femminicidio, ma di un duplice omicidio con un movente economico mirato a garantire il mantenimento della casa familiare. Il pubblico ministero ha dichiarato: “Un duplice omicidio pluriaggravato che non può vedere riconosciuta alcuna attenuante”. Dunque, la condanna all’ergastolo è stata imposta all’imputato, con un isolamento di un anno.

Grande soddisfazione è stata espressa dai familiari delle vittime, come evidenziato dall’avvocato Barbara Iannuccelli, che ha detto: “C’è grandissima soddisfazione tra i familiari che non sopportavano vi fosse stato un bilanciamento tra attenuanti generiche e aggravanti. Siamo distrutti ma felici”. La decisione della Corte di Bologna giunge in un clima di crescente allerta per la violenza di genere e il femminicidio nel paese.

In un contesto simile, nei giorni scorsi, i giudici di Torino hanno condannato un uomo a soli un anno e mezzo di carcere per aver massacrato di botte la moglie, giustificando il suo comportamento come uno “sfogo riconducibile alla logica delle relazioni umane”. Questi casi hanno acceso un dibattito sull’efficacia delle leggi contro la violenza domestica in Italia e sulla necessità di una maggiore protezione per le vittime.

Inoltre, la dott.ssa Poggioli ha depositato nel fascicolo manoscritti di Gabriela, rinvenuti all’interno della caserma di Castelfranco, che sono stati oggetto di sequestro probatorio. La procura ha inviato questi documenti al Gup, dove si celebrerà il processo per omissione di atti d’ufficio nei confronti di un carabiniere di Castelfranco Emilia.

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