Da San Siro a Piazzale Loreto: i progetti del sindaco Beppe Sala a Milano

22.07.2025 09:55
Da San Siro a Piazzale Loreto: i progetti del sindaco Beppe Sala a Milano

La vendita di San Siro deve essere conclusa entro il 10 novembre per evitare che la Sovrintendenza imponga restrizioni sul secondo anello. Oltre a ciò, è necessario considerare la Beic, un grande progetto per la Biblioteca Europea, l’accelerazione del progetto delle vasche di laminazione contro le inondazioni del Seveso, poiché finora ne è stata realizzata solo una, e, infine, la trasformazione di piazzale Loreto, un simbolo cruciale di Milano. Riporta Attuale.

I dossier sui quali il sindaco Giuseppe Sala ha chiesto al Pd, il principale partito di maggioranza, di mantenere la compattezza nei prossimi due anni rimasti del mandato, sono molteplici. In cambio, i Dem hanno richiesto un rafforzamento delle politiche sociali, soprattutto per affrontare l’emergenza abitativa e il caro-vita. Inoltre, è previsto un riesame del Piano di Governo del Territorio e una maggior attenzione al verde urbano. Il compromesso è stato raggiunto, come dimostrato nella recente seduta del Consiglio Comunale, dove è stato evidente che a nessuno conveniva le dimissioni di Sala.

Per quanto riguarda San Siro, è stato confermato un primo compromesso, con la delibera che tornerà in discussione nella Giunta comunale solo a settembre. Inizialmente, si prevedeva che fosse approvata entro la fine di luglio, con appuntamenti già fissati dai due club, Milan e Inter. Questo rinvio accoglie la richiesta dei Dem di avere più tempo, considerando l’inchiesta in corso, prima di procedere con la delibera, ma rispetta la scadenza ultima del 10 novembre 2025, data a partire dalla quale scattará il vincolo architettonico sul secondo anello dello stadio, rendendo impossibile qualsiasi piano di demolizione o ristrutturazione.

Riguardo a piazzale Loreto, il tema di discussione in Giunta verte sulla conservazione delle aree verdi. La revisione del PGT è un altro punto dell’accordo, anche se i lavori erano già in atto, come ha sottolineato l’assessore Giancarlo Tancredi nel suo intervento di dimissioni al Consiglio comunale. Ora il Pd si aspetta un maggiore coinvolgimento nel processo. La volontà di collaborare è stata ribadita anche da Beatrice Uguccioni, capogruppo dei Dem, che ha evidenziato come l’attuale crisi possa rappresentare un’opportunità per riconsiderare gli obiettivi non solo per le elezioni del 2027, ma anche per nel lungo periodo fino al 2032.

Un collaboratore fidato di Sala ha affermato che la sua decisione di rimanere in carica dipenderà per il 90% dalle risposte che il Pd fornirà nel fine settimana. Sala desidera evitare di trascorrere questi prossimi due anni come gli ultimi sei mesi, caratterizzati da disaccordi interni alla maggioranza su temi rilevanti, come il Salva Milano e il futuro di San Siro. Non è accettabile “tiranare”, afferma.

Il sindaco e il suo staff sono convinti che per chiarire le idee sul futuro, si debba procedere “insieme e compatti”, come se si trattasse di una nuova legislatura di due anni. Si insiste su alcuni temi specifici, e il sindaco ha affermato che se il Pd è pronto a impegnarsi su questi, anche lui sarà presente.

Le recenti tensioni e inchieste nel settore dell’urbanistica a Milano hanno portato a un clima di incertezza. Sei indagati stanno per affrontare interrogatori dai PM, rivelando la fragilità nell’amministrazione cittadina e la necessità di un cambiamento immediato nelle politiche e nei progetti futuri.

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