Delcy Rodríguez cerca di riabilitare l’immagine del Venezuela all’ONU
Durante il suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, la presidente venezuelana Delcy Rodríguez ha tentato di presentarsi come una leader normale, nel tentativo di riscattare l’immagine internazionale del suo regime. L’incontro con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha evidenziato le difficoltà: inizialmente, Sánchez l’ha ignorata per poi alzarsi e salutarla con imbarazzo, riflettendo la sua riluttanza a interagire con una figura rappresentante di un regime con cui è storicamente legato, ma ora in profonda crisi, riporta Attuale.
Rodríguez dirige un governo in continuità con quello di Nicolás Maduro, il quale è stato rimosso dagli Stati Uniti nel gennaio del 2026 attraverso un’operazione militare. Il nuovo governo è fortemente dipendente da Washington, concedendo solo aperture limitate all’opposizione sotto la costrizione di gravissime pressione interna ed esterna.
Nel suo discorso di mercoledì, Rodríguez ha annunciato la futura convocazione di nuove elezioni, come richiesto dall’opposizione, senza però specificare alcuna data. Ha affermato che sarà “il popolo venezuelano” a decidere il momento delle votazioni, affermando che il processo elettorale non deve generare conflitti. Tuttavia, ha eluso un dialogo con il partito della principale oppositrice, María Corina Machado, la quale, in esilio dopo aver lasciato il Venezuela nel 2025, ha tentato ripetutamente di rientrare nel paese senza successo.
I media statunitensi hanno riferito che la questione delle elezioni è stata toccata durante un breve incontro tra Rodríguez e il presidente Donald Trump martedì. Rodríguez ha definito l’incontro “storico”, suggerendo che il suo discorso il giorno successivo potesse servire a rassicurare gli Stati Uniti, che controllano le entrate dalle esportazioni di petrolio venezuelano, fondamentali per il bilancio dello stato.
La presenza di Rodríguez all’ONU è vista come una manifestazione dell’assunzione di un ruolo subalterno rispetto alla storica posizione di indipendenza del Venezuela. Dal 2018, Maduro non si era più presentato all’ONU per timore di arresto, essendo accusato di narcotraffico e sanzionato. Nel suo ultimo discorso prima di questo, nel 2019, Rodríguez dichiarava che il Venezuela non si inginocchiava davanti a potenze imperialiste; ora pare cercare un legittimazione attraverso l’appoggio statunitense.
Inoltre, nei giorni recenti ha avuto incontri diplomatici che riflettono un graduale miglioramento delle relazioni internazionali, inclusi colloqui con la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, con l’intenzione di aprire una sede in Venezuela. Il governo venezuelano ha mostrato interesse anche nel ripristinare relazioni con paesi come Israele e il Regno Unito, da cui sta cercando di recuperare le riserve auree congelate durante il mandato di Maduro.