Delegazione del Pd denuncia intimidazioni in Cisgiordania: «Evitati attacchi dell’esercito israeliano»

02.12.2025 17:55
Delegazione del Pd denuncia intimidazioni in Cisgiordania: «Evitati attacchi dell'esercito israeliano»

La delegazione del Partito Democratico (Pd) ha concluso una missione in Cisgiordania, riportando gravi preoccupazioni riguardo alla situazione dei palestinesi, descritta come una vera e propria “strangolatura”, a causa delle politiche di Benjamin Netanyahu. La deputata Laura Boldrini ha denunciato una “soppressione di ogni libertà”, evidenziando le restrizioni alla mobilità dei cittadini palestinesi, sotto il controllo dell’esercito israeliano. “Questo viene fatto in pieno stile di pulizia etnica”, ha dichiarato Boldrini, riporta Attuale.

Una missione di quattro giorni

La missione, durata dal 23 al 28 novembre, è stata organizzata per affiancare Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd ed ex commissario tecnico della Nazionale italiana di pallavolo. Tornato in campo come allenatore della nazionale palestinese di pallavolo, Berruto ha trovato al suo fianco una delegazione del Pd composta da Boldrini, Ouidad Bakkali, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Andrea Orlando, che hanno deciso di unirsi all’iniziativa. L’incarico di Berruto è stato conferito dal Comitato olimpico palestinese e dalla Federazione palestinese di pallavolo.

Il blocco in aeroporto

I problemi sono iniziati all’arrivo all’aeroporto di Tel Aviv: Boldrini ha raccontato di essere stata interrogata riguardo gli obiettivi del viaggio e le sue dichiarazioni passate sul blocco dei convogli umanitari. Gli agenti le hanno fatto firmare un documento di responsabilità per non svolgere attività in Cisgiordania contro lo Stato di Israele, ma Boldrini ha rifiutato, esprimendo sorpresa per il trattamento riservato a una delegazione di un paese che dovrebbe essere “amico”.

Le bombe stordenti sulle auto

All’uscita dal villaggio di Izma, la delegazione ha avvertito esplosioni forti; l’esercito israeliano ha chiuso i varchi e lanciato bombe stordenti contro le auto. L’autista ha dovuto eseguire una manovra d’emergenza per mettere tutti in sicurezza, portandoli a rifugiarsi in una stradina e successivamente a casa di una famiglia palestinese in attesa di aggiornamenti dall’ambasciata.

La versione della Farnesina non corrisponde alla realtà

Una volta aperti i cancelli, l’obiettivo della delegazione era raggiungere Gerusalemme. La Farnesina ha ufficialmente dichiarato che i parlamentari erano stati trasferiti su un’auto del console scortata da un rappresentante israeliano del COGAT. Tuttavia, Boldrini ha espresso sorpresa per questa affermazione, sostenendo che non è mai accaduto e che hanno utilizzato il proprio pulmino per muoversi autonomamente.

L’incontro con il figlio di Barghouti

Durante la missione, la delegazione ha avuto numerosi incontri con rappresentanti istituzionali e società civile, con particolare attenzione all’incontro con Arab Barghouti, figlio di Marwan, leader palestinese detenuto in Israele dal 2002. Arab ha spiegato che suo padre è l’unica figura in grado di unire il popolo palestinese, sostenendo una soluzione “due popoli, due stati” e rifiutando la violenza contro i civili. Inoltre, ha dichiarato il supporto alla campagna “Free Marwan, Free Palestine”.

Rispondendo a una domanda sul commento di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per la Palestina, Boldrini ha commentato: “Penso che Albanese abbia fatto un grande lavoro, ma disaggrado la sua affermazione. Un attacco va condannato, punto. Senza se e senza ma.”

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