Duplice omicidio a Paupisi: un tragico episodio di violenza domestica
PAUPISI (Benevento) A 48 ore dal duplice omicidio che ha sconvolto i 1.600 abitanti di Paupisi (Benevento), emergono dettagli inquietanti su una dinamica ancora poco chiara. Un dramma familiare si è consumato, lasciando amici e familiari a interrogarsi sui segnali inascoltati. Salvatore Ocone, un agricoltore di 58 anni, ha assassinato la moglie Elisa, 49 anni, e il figlio Cosimo di 15, colpendoli con una grossa pietra trovata in giardino. La figlia maggiore, Antonia di 16 anni, è rimasta gravemente ferita alla testa ed è attualmente ricoverata all’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia). “Le sue condizioni sono stabili ma gravi”, ha dichiarato il direttore sanitario, Fulvio Aloj, riporta Attuale.
Il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, ha ricostruito le fasi del delitto e della cattura dell’omicida, delineando un quadro di insensata violenza domestica che si è sviluppata tra le sei del mattino e le diciannove. È emerso che Ocone ha colpito la moglie e la figlia nel sonno all’alba. La dinamica dell’omicidio di Cosimo è ancora incerta. Successivamente, Ocone ha caricato i due figli agonizzanti in automobile, per poi allontanarsi dalla scena del crimine iniziando una fuga diretta verso il Molise. Gli inquirenti, coadiuvati da un elicottero dotato di tecnologia all’avanguardia, hanno rintracciato la Opel Mokka nascosta tra balle di fieno in un uliveto di Ferrazzano. Ocone, che aveva disattivato i cellulari, è stato arrestato dai carabinieri, che si sono calati dal velivolo senza che l’uomo opponesse resistenza.
Ocone dovrà rispondere di duplici omicidi pluriaggravati, tentato omicidio pluriaggravato e sequestro di persona. Durante il lungo interrogatorio, ha ammesso i fatti, ma si è difeso affermando di aver agito a causa delle vessazioni familiari, citando un comportamento aggressivo e dominante della moglie Elisa, che sarebbe andato aggravandosi nel periodo finale del loro matrimonio, durato 25 anni (era previsto un anniversario di nozze d’argento per le prossime settimane).
Un fattore rilevante sono le condizioni psichiatriche di Ocone. Il procuratore ha rivelato che l’agricoltore soffriva di psicosi cronica e nel 2011 era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Questi elementi suggeriscono una vulnerabilità mentale che potrebbe aver inciso sulle sue azioni violente. Tuttavia, non si registrano precedenti penali o segnalazioni di violenza familiare, né ci sono state denunce per comportamenti aggressivi da parte di Ocone. Solo dopo il tragico evento, alcuni residenti del comune hanno ricordato un episodio del passato, quando Ocone si era presentato nudo in chiesa.
Le conseguenze dell’atto di violenza hanno distrutto la famiglia. Il figlio Mario, 23 anni, che lavora a Rimini cercando di sfuggire a un ambiente familiare tossico, ha riferito di essere rimasto senza parole nell’apprendere quanto accaduto. “Non pensavo potesse arrivare a tanto”, ha dichiarato tra le lacrime. “Mi sento profondamente scosso e sopraffatto dal senso di colpa per non essere stato presente. Se fossi stato a casa, questa tragedia non sarebbe accaduta. Mio padre, malato dal 2010-2011, seguiva regolarmente le cure prescritte”. In un giorno, la sua famiglia è stata distrutta. Adesso, Mario dovrà prendersi cura della sorellina, se questa riuscirà a superare le terribili ferite.