È scomparso padre Fedele Bisceglia, il frate ultrà che ha combattuto per i più deboli

13.08.2025 10:25
È scomparso padre Fedele Bisceglia, il frate ultrà che ha combattuto per i più deboli

Cosenza, 13 agosto 2025 – Dopo la scomparsa di Suor Paola, anche il mondo del calcio piange un altro devoto tifoso. È deceduto nella notte padre Fedele Bisceglia, noto ultrà del Cosenza, all’età di 87 anni, dopo un lungo ricovero nel reparto geriatrico di una clinica in Calabria. Indossando la sua tonaca e la sciarpa rossoblù, anche se non più giovane, non perdeva occasione per essere presente alle partite dei Lupi, affiancato dai suoi amici di curva. La sua esistenza era dedicata, in gran parte, agli ultimi e alle missioni in Africa, nonché agli abitanti di Cosenza in difficoltà, riporta Attuale.

La vita di padre Fedele è stata segnata da un’accusa grave: quella di violenza sessuale su una suora. Pur essendo stato arrestato, il frate è stato assolto dopo un lungo iter giudiziario. “Padre Fedele ci lascia un messaggio fondamentale: è vitale concedere perdono al prossimo per riceverlo da Dio” si legge sulla pagina Facebook dell’associazione ‘Il Paradiso dei Poveri’, che ha annunciato la sua morte. Qui, si sottolinea come egli avesse dedicato la sua vita ai poveri, ai più invisibili, lasciando un esempio di carità, giustizia e fede nel mondo.

Bandito dall’altare

Durante il suo procedimento legale, padre Bisceglia fu sospeso dall’Ordine dei cappuccini e non riammesso mai più. Nonostante la sua assoluzione definitiva, le richieste di reintegro avanzate da lui rimasero sempre inascoltate.

Il suo ultimo desiderio era di tornare a celebrare messa. Recentemente, il vescovo di Cosenza, Giovanni Checchinato, aveva rassicurato i fedeli che lo avrebbero rivisto all’altare non appena si fosse sentito meglio. Tuttavia, il frate si è spento dopo aver sofferto a lungo.

Il sindaco avvocato: assolto come uomo e sacerdote

Poco prima della sua morte, lo aveva visitato in clinica il sindaco di Cosenza Franz Caruso, che durante il processo era anche stato il suo avvocato difensore. “La giustizia lo ha assolto come uomo, come sacerdote e come umile francescano” ha dichiarato il primo cittadino. “Sono andato da lui per mostrargli il mio affetto e la mia vicinanza, anche a nome della città e dei cosentini, in particolare di quelli più fragili, per i quali ha realizzato opere di solidarietà concrete, monumenti di civiltà sia materiali che immateriali”.

Padre Fedele era “amato da tutti”, ricorda Caruso. Un “uomo di grande fede, vissuta con sincerità e spontaneità, per le strade della città, portando la misericordia di Dio e aiuti concreti, oltre che tra i tifosi delle partite, incarnando i valori della cosentinità autentica, fatta di verità e impegno”. Non si può non perdonargli “qualche intemperanza”.

“Padre Fedele era sempre presente” è il ricordo dell’ex sindaco di Cosenza, il senatore Mario Occhiuto. “Lo ricordo nel momento più difficile della mia vita, in disparte all’altare con la sua messa silenziosa, che significa ‘ci sono’ senza parole. Durante il mio mandato accettò di sostenere me, portando lo stesso spirito di servizio in ogni azione. Un pensiero speciale va a Teresa, che gli è stata accanto con affetto fino alla fine. Addio Padre Fedele, il tuo esempio rimarrà vivo”.

1 Comment

  1. Ma che storia incredibile… Padre Fedele ha sempre rappresentato un simbolo di aiuto e sostegno per i più fragili. Anche se le sue vicende giudiziarie sono state complicate, la sua dedizione alla comunità e ai tifosi del Cosenza rimarrà nel cuore di tutti. È triste pensare che se ne sia andato, ma il suo messaggio di perdono è più che mai attuale.

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