Elezioni in Russia, gli exit poll confermano Putin: il suo partito ottiene tra il 49,4 e il 52,8%

21.09.2026 07:55
Elezioni in Russia, gli exit poll confermano Putin: il suo partito ottiene tra il 49,4 e il 52,8%

Le elezioni russe: consenso garantito per “Russia Unita” e controllo sull’affluenza al voto

Le elezioni della Duma in Russia, concluse ieri alle 21 ora di Mosca, si sono confermate come un sistema per sostenere lo status quo piuttosto che apportare cambiamenti significativi. Gli exit poll indicano che “Russia Unita”, il partito di Vladimir Putin, otterrà tra il 49,4 e il 52,8% dei voti, risultato simile a quello del 2021, riporta Attuale.

Il partito dominante dovrebbe raggiungere una netta maggioranza di oltre trecento dei 450 seggi disponibili. Gli altri partiti, come i comunisti di Gennady Zjuganov e i liberaldemocratici, si sono posizionati nella gerarchia prevista, con il “Gente nuova” che ha fatto la sua apparizione come un’alternativa moderata al partito di governo.

Queste elezioni, descritte da Putin come un «contributo comune alla vittoria della Russia», hanno riportato alla luce meccanismi di controllo elettorale. Sono stati segnalati episodi di pressione sugli elettori, con dipendenti pubblici costretti a votare “sotto minaccia di licenziamento” e a rendere conto della propria affluenza e di quella dei familiari, come accaduto a Yakutsk.

La partecipazione al voto ha superato il 56,6% degli elettori registrati, avvicinandosi ai record storici. Gli osservatori dell’Associazione Internazionale degli Esperti Politici ed Elettorali (IAPEE) hanno dichiarato che non sono state rilevate irregolarità significative, confermando il buon andamento del processo elettorale. La preoccupazione principale del Cremlino è garantire un’affluenza elevata per dimostrare coesione e sostegno al proprio leader. Tuttavia, le immagini di code ai seggi si sono viste solo sporadicamente, e l’intera operazione è parsa più un’esibizione di legittimità che un reale atto democratico.

La stagione elettorale si è così conclusa, lasciando intatta la centralità di “Russia Unita” e rispecchiando la stagnazione del panorama politico russo in un contesto di crescente repressione e controllo.

1 Comment

  1. Non riesco a capire come possa essere considerato un vero processo democratico quando ci sono segnalazioni di pressione sugli elettori. In Italia facciamo fatica già a partecipare, ma almeno non siamo costretti a votare “sotto minaccia”. Che delusione…

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