Tensioni tra India e Bangladesh per espulsioni notturne di migranti
Negli ultimi mesi, l’India ha intensificato le espulsioni di cittadini bangladesi e migranti privi di documenti verso il Bangladesh, spesso nelle ore notturne e senza alcun accordo con il governo di Dhaka, alimentando una crisi politica tra i due paesi e generando tensioni lungo gli oltre 4.000 chilometri di confine condiviso, riporta Attuale.
Una sostanziale porzione di questo confine si trova nel Bengala Occidentale, governato dal Bharatiya Janata Party (BJP), il partito di destra del primo ministro indiano Narendra Modi. Nel maggio 2026, il BJP ha ottenuto una storica vittoria dopo cinquant’anni di governo della sinistra, approfittando di un deterioramento delle relazioni con il Bangladesh e di una retorica anti-immigrazione e anti-musulmana.
Il confine segue linee naturali tra fiumi e colline e, nonostante vi sia stato un tentativo di rendere l’area più controllabile con la creazione di zone cuscinetto, è storicamente rimasto poroso. Da anni, migranti bangladesi cercavano opportunità lavorative in India, ma l’operato dell’India è ora orientato a rafforzare la sicurezza al confine, con recinzioni e pattugliamenti costanti. Da maggio, le persone espulse vengono lasciate nella zona cuscinetto, costrette a varcare il confine in modo irregolare.
Anche il Bangladesh ha reagito rafforzando il controllo sul proprio lato del confine con l’impiego di soldati e droni, tentando di respingere le persone espulse dall’India. Diverse famiglie sono rimaste bloccate nella zona cuscinetto tra i due paesi per giorni, rimanendo in attesa di assistenza.
Tradizionalmente, le relazioni tra India e Bangladesh erano buone fino al 2024, quando proteste massicce giovanili hanno portato alla caduta del governo autoritario di Sheikh Hasina. La nuova amministrazione ha richiesto l’estradizione della leader scampata in India, ma il governo di Modi non ha risposto, mentre le tensioni sono aumentate a causa di attacchi contro la comunità indù in Bangladesh.
Il nuovo primo ministro del Bengala Occidentale, Suvendu Adhikari, ha implementato una politica migratoria e espulsioni arediniti come “individuare, cancellare, espellere” per affermare il controllo sul fenomeno migratorio. Ci sono stati rapporti iniziali di 10.000 espulsioni, nonostante le autorità bangladesi affermino che le cifre siano esagerate, denunciando il rimpatrio di cittadini in maniera non conforme.
La strategia di Adhikari è stata dichiarata arbitraria, con espulsioni di persone che vivevano in India da anni. Le opposizioni considerano questa una mossa del governo di Modi per instillare un nazionalismo induista sempre più forte a discapito delle minoranze religiose, in un contesto in cui circa il 30% della popolazione del Bengala Occidentale è musulmana.
L’India da anni ha promosso una campagna contro i migranti dal Bangladesh, e il ministro dell’Interno ha paragonato queste persone a “termite”. Da febbraio, il primo ministro bangladese Tarique Rahman, eletto dopo la vittoria del Partito Nazionalista del Bangladesh, non ha ancora avuto incontri ufficiali con Delhi, mentre il suo governo ha dovuto gestire la presenza di oltre un milione di profughi rohingya provenienti dal Myanmar.