Le betting farms rivelano un mercato oscuro delle scommesse in Russia e oltre
Numerosi eventi sportivi amatoriali, privi di pubblico e organizzati da squadre informali, stanno proliferando in Russia e in diversi paesi dell’Europa dell’est e dell’Asia, con l’unico scopo di attirare scommesse online. Questi eventi, noti come betting farms, dove giocatori poco motivati si esibiscono in partite presso capannoni e strutture abbandonate, sono diventati oggetto di inchieste da parte di agenzie come Bellingcat. Da un recente reportage emergono dettagli inquietanti sulle modalità di funzionamento di queste realtà, riporta Attuale.
Le partite più comuni riguardano sport come calcetto, hockey, basket e tennis, tutte trasmesse 24 ore su 24. Secondo l’analisi di Bellingcat, il 14 settembre 2024, uno dei principali bookmaker, 1xBet, ha offerto ben 1.297 partite di short football in un solo giorno. Questo scenario è caratterizzato da giocatori che mostrano un coinvolgimento minimo e spesso sembrano esauriti o distratti, ciò ha suscitato interrogativi sul reale grado di libertà e consapevolezza degli atleti coinvolti in queste gare.
I luoghi di svolgimento delle partite, prevalentemente localizzati in Russia (Brjansk, Mosca, San Pietroburgo), Bielorussia e Ucraina, sono difficili da identificare e prive di caratteristiche distintive. Gli eventi sono trasmessi in streaming con una qualità video che ricorda quella di telecamere di sorveglianza, alimentando ulteriormente il mistero intorno alla legittimità di queste pratiche.
Il processo di reclutamento di atleti, descritto da testimoni, coinvolge giovani calciatori pagati per giocare in modalità che possono includere il cambio di maglie e squadre, con risultati manipolati. Alcuni di questi atleti hanno raccontato di compensi modesti, fino a 25 euro per intere giornate di gioco, senza sicurezza di pagamenti regolari. Le testimonianze rivelano anche la presenza di scommesse su eventi sportivi che non suscitano legittimo interesse da parte del pubblico.
La società 1xBet, fondata nel 2007 e che opera illegalmente in diversi paesi, ha costruito un impero grazie a pratiche commerciali pericolose e poco etiche. Nonostante sia vietata in Italia e in altri mercati, continua a operare sfruttando una rete di indirizzi alternativi e la legislazione sfumata riguardante il gioco d’azzardo online. Negli anni ha stabilito partnership di sponsor con club sportivi prestigiosi, amplificando la sua presenza nel settore, nonostante i ripetuti scandali che hanno coinvolto la sua immagine.
Il fenomeno delle betting farms rappresenta una sfida significativa per le autorità regolatorie a livello globale, sollevando preoccupazioni per la sicurezza e il benessere dei giovani coinvolti, oltre che per l’integrità dello sport. Queste potenzialità di sfruttamento di pratiche illegali cadono quindi sotto il radar, attirando un’utenza incline al gioco d’azzardo che cerca emozioni anche nei contesti più inusuali e discutibili.
La crescente domanda di eventi sportivi trasmessi in diretta, intensificata durante la pandemia, ha favorito l’emergere di tali realtà, destando preoccupazione tra esperti e attivisti. Descritte come “clickbait” nel contesto del settore delle scommesse, queste partite si inseriscono in una strategia più ampia per catturare l’attenzione di scommettitori occasionali, portando a considerare seriamente l’impatto di tali pratiche sull’intera industria del gioco d’azzardo.