Fratoianni (Avs): “Un armamento è follia e alimenta conflitti”

30.07.2026 06:55
Fratoianni (Avs): "Un armamento è follia e alimenta conflitti"

Italia riceverà quasi 15 miliardi di euro per la difesa, ma il governo punta a un cifra inferiore

Quasi 15 miliardi di euro in arrivo dall’Europa per la difesa. La cifra che l’Italia deciderà di richiedere non si conosce ancora. Parliamo in ogni caso di fondi che dovranno essere restituiti, riporta Attuale.

Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha commentato i fondi Safe: “Siamo di fronte a una follia che descrive bene la corsa al riarmo di questo governo. Hanno sottoscritto il ‘pagherò’ che Trump ha preteso per arrivare al 5% del Pil nella spesa per la Nato e ora si preparano ad aumentare ulteriormente le spese militari. Intanto il Paese ha un disperato bisogno di investimenti massicci altrove: dalla sanità all’istruzione, fino agli stipendi, che perdono potere d’acquisto a causa dell’inflazione”.

Il governo punta in realtà a una cifra inferiore, tra i 7 e i 9 miliardi. “Saremmo contrari a prescindere? Siamo contrari a qualsiasi aumento dei costi. Continuare in questa direzione è una scelta sbagliata dal punto di vista economico, politico e della difesa stessa. Il governo continua a fare il gioco delle tre carte, ma non ha ancora spiegato come intende arrivare nei prossimi dieci anni al 5% del Pil sulla spesa bellica. E la confusione di queste ore lo conferma”.

Fratoianni sottolinea che si tratta di un prestito a tassi molto agevolati ottenuto per concorrere proprio all’obiettivo del 5%. “È l’idea che armarsi aiuti ad evitare pericoli, conflitti e guerre ad essere sbagliata. La storia ci dimostra che tutte le volte che la corsa al riarmo accelera, aumentano anche i conflitti e l’instabilità. Il punto in ogni caso non è se i tassi del Safe siano più o meno agevolati: vogliono usare il Safe perché consente tassi migliori ed è vincolato alla difesa europea? Lo facciano, ma a una condizione: quei fondi devono sostituire le cifre del bilancio dello Stato che oggi sono stanziate per l’aumento della spesa militare italiana”.

Poche ore fa, Fratoianni ha incontrato la leader del Partito Democratico, Elly Schlein. “Non era previsto alcun incontro privato. Siamo stati entrambi ospiti di un dibattito pubblico organizzato dall’Unione degli Universitari. Il nostro è un confronto alla luce del sole”.

Riguardo alle alleanze, la politica estera rimane un nodo complesso. “Sull’Ucraina arriverà una sintesi? Mi pare che sul 99% delle questioni, compreso il tema del riarmo, siamo già d’accordo. Abbiamo costruito convergenze solide da tempo. Ne resta una sull’invio delle armi all’Ucraina, ma non sulla lettura dell’aggressione russa scatenata da Putin. Tutti chiediamo un salto di qualità della diplomazia: è ormai un dato acquisito che da questo disastro non si esca per via militare. Lavoreremo per trovare una proposta condivisa”, ha affermato Fratoianni.

La maggioranza sembra riuscirci. Ieri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito inammissibile l’emendamento sulle intercettazioni su cui c’era scontro con Forza Italia. “È dall’inizio della legislatura che le loro priorità rispondono alla logica del mercato delle vacche. Funziona così: l’autonomia a te, il premierato a me, la separazione delle carriere a lui. È uno scambio miserevole che avviene persino su temi cruciali come la lotta alla grande malavita organizzata e alla corruzione”.

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